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O MADRE , COME SEI BELLA ! di p. Pierre-Marie Delfieux

Mi si dice che hai venti secoli, ma a me pare che tu abbia solo vent' anni. Tutto quello che hai vissuto, sopportato, subìto in questi duemila anni non ti ha avvizzita né consumata. Secondo la promessa di Colui che ti ha fondata, le potenze del male nulla hanno potuto contro di te.


Hai vinto mille insidie, sopportato tormenti e disgrazie, tollerato calunnie, indifferenze e persecuzioni. Ma niente è mai riuscito a fermarti, ad abbatterti né a piegarti. Sei stata colpita, ma Dio ti ha risanata. Hai avuto i tuoi torti, ma ti sono stati perdonati. Hai conosciuto momenti di esitazione, di mediocrità, ma alla fine li hai sempre superati. Hai camminato senza stancarti, hai resistito senza cedere ed hai continuato a vivere senza invecchiare. Tu sei la Chiesa di Cristo !


Nonostante il peso degli anni, o piuttosto per la grazia del tempo, eccoti bella come il primo giorno in cui lo Sposo si è donato per te, per renderti santa, purificandoti per mezzo del lavacro dell' acqua accompagnato dalla parola. Ti ricordi ? Voleva che comparissi davanti a Lui tutta gloriosa, senza macchia né ruga né alcunché di simile, ma santa, bella ed immacolata. E tu hai sempre conservato negli occhi il riflesso della grazia divina e di quella fiamma d' avvenire già impresso d' eternità. Come eri bella quando sei sgorgata dal suo costato aperto !




La luce del giorno di Pasqua, la gioia radiosa del mattino di Pentecoste illuminano ancora oggi il tuo volto. Ti rivedo sposa di Cristo, Chiesa santa, nella tua bellezza primordiale, nuziale e materna, traboccante di vita come al tempo della tua nascita in Galilea. Il Cristo ti ha rivestita delle vesti della salvezza, ti ha avvolta nel manto della giustizia,come un giovane sposo si cinge del diadema e come la sposa si adorna di gioielli. Cosí, condotta per mano dal Dio vivente, non hai mai conosciuto la vecchiaia ma soltanto delle giovinezze successive. Sarai per sempre figlia, sposa e madre.




Ti rivedo ritta sulla prua delle prime missioni apostoliche. Ti vedo uscire dalle catacombe, silenziosa, con dignità, senza affatto evitare i colpi che ti giungono sotto la spinta delle persecuzioni. Ti vedo stagliarti saldamente di fronte alle invasioni, facendo di tutti quei "barbari" dei figli.


Mi appari mentre attraversi con passo leggiadro il Medioevo ed il Rinascimento; con passo più greve l' aridità degli scismi e la follia delle guerre di religione. Rivedo il tuo sguardo velato dalle lacrime, emergere dalle nebbie dell' oscurantismo, dell' inquisizione, delle crociate, degli anatemi, delle tentazioni di teocrazia temporale e delle rivoluzioni. Ne hai sofferto e pianto, ma quel pianto ti ha mondata.


Al di là delle filosofie falsamente illuminate e dei messianismi temporali di varia origine, delle secolarizzazioni illusorie e delle ideologie atee, la tua immagine traspare. Nel mare tempestoso delle eresie mantieni la rotta. All' incrocio di false piste non perdi la via maestra. Sull' orlo degli abissi non scivoli. Talvolta stanca, spesso ferita, ogni volta ti rialzi con un' umiltà che commuove. Per dono di Colui che per te tutto ha reso grazia, eccoti costantemente ringiovanita e rafforzata. Ed ancor più ingentilita.


Tu sei dunque colei che sale dal deserto come una colonna di fumo, appoggiata al suo diletto. Sei la sposa dell' Agnello che ha giurato di seguirlo ovunque vada, certa della promessa per cui, anche se la pecorella venisse per assurdo a "smarrirsi", non sarebbe mai perduta, giacché nulla potrà separarti dalla sua mano ed ancor meno dalla mano del Padre.




Ti rivedo di nuovo, quindici secoli addietro, attraversare i deserti di Giuda, di Scete , di Nitria, di Cappadocia. E popolare dappertutto il mondo, mediterraneo prima, europeo poi e ben presto tutta la terra, di eremitaggi, laure e monasteri, ognuno più raccolto, più intriso di preghiera e più affascinante dell' altro.


Eccoti ancora nell' erigere qui degli oratori, là delle cappelle, altrove delle chiese, più distante delle basiliche, facendo nascere ovunque dei germogli di bellezza a lode del Suo nome.


Sento la tua voce, soave e potente, a volte dolce come un sussurro, a volte dura come la roccia, parlare al mondo assetato d' amore e di verità attraverso le parole dei Padri, dei teologi, dei confessori e dei dottori, dei predicatori e dei mistici. Odo il suono melodioso dei canti liturgici che da duemila anni fai incessantemente salire a Dio, dal gregoriano al bizantino, dal siriaco all' ambrosiano, dall' etiope all' anglicano; a cui, ogni giorno, da un polo all' altro del mondo e dall' oriente all' occidente, il Rinascimento, l' età classica ed i tempi moderni aggiungono la loro musica e la loro voce, unendola a quella degli angeli.




Come sei bella, o Madre, con tutti i tuoi figli, come virgulti d' ulivo, attorno alla tua mensa ! Come sei bella incoronata di santi e di sante, con le braccia cariche di fasci di creature nuove, appena sbocciate, in candide vesti ! E ai tuoi piedi la moltitudine dei fedeli, gli apostoli, gli evangelisti, le vergini, gli asceti, i martiri, le pie donne, i pastori, i giovani sposi, i laici e i consacrati, protetti sotto il manto della tua misericordia, rischiarati dalla tua parola di verità, riconfortati dalla tua sapienza ed illuminati dalla gioia dei sette sacramenti. Portano in essi il pane dei forti che tu hai dato loro per farne dei viventi. Tu li costituisci in un unico corpo valoroso in cammino verso Dio.


Tu che esorcizzi, perdoni, curi e guarisci, allontani da noi la nefandezza del male. Tu che illumini, benedici, istituisci, consacri ed unisci, doni alle nostre anime lo splendore della grazia. Tu illumini i nostri volti e fai zampillare la gioia dal nostro cuore, facendo di noi dei figli della Luce e delle creature del Giorno. Tu sei la Madre del popolo di Dio.




Esiste al mondo qualcosa di più affascinante di ciò che tu, in venti secoli, hai ispirato, generato, modellato e costruito ? Esiste architettura più armoniosa di quella delle chiese romaniche e delle cattedrali gotiche ? Esistono scultura più elegante, pittura più luminosa, affreschi meglio curati, arazzi meglio ricamati, miniature meglio dipinte di quelli che tu, in ogni luogo, hai ispirato per la gloria di Cristo, della Vergine, degli angeli e dei santi ?


La parola più ricca è quella di Dio e tu la proclami. La musica più melodiosa è quella sacra e tu la diffondi. Le vesti più preziose sono quelle liturgiche e monastiche e tu le indossi. I sentimenti più ardenti sono quelli ispirati dal Vangelo e tu li infondi. Tu sei colei che ci dona tutto questo. Sei tu che insegni agli uomini e alle donne di questo mondo, ai vecchi e ai bambini, a trascendere, attraverso la bellezza, l' opacità della memoria ed il peso del tempo, proiettandosi così verso lo Spirito e l' eternità.


Come sei bella, o Madre, quando guidi i nostri passi sulle vie della pace; quando ci sveli i segreti della preghiera; quando ci spingi a vivere nella giustizia, nella speranza e nella trasparenza! Quanto sei bella quando ci ricordi che Dio è nostro Padre e che guardando a volto scoperto come fai tu, nostra Madre, verso suo Figlio Gesù Cristo, tutti noi insieme formiamo un' immagine che traduce già sulla terra un riflesso della gloria dei cieli.


Per ora, lo so, ti vedo come in uno specchio, ma quando giungerà il tempo del faccia a faccia ti potrò contemplare in tutto il tuo splendore. Odo già i canti degli angeli proclamare che la sposa si è fatta bella per Lui. E ti vedo, nello splendore del Giorno Nuovo, Donna che ha il sole per mantello, la luna sotto i suoi piedi ed una corona di dodici stelle sul capo, discendere dal cielo, da Dio, raggiante di gloria divina e splendida come una giovane sposa pronta per il suo Sposo. Nell' aurora delle nozze eterne !


E' allora che ci volgeremo tutti insieme ,uniti a te, verso la pienezza dell' amore di Colui che sarà tutto in tutti, per bere, ebbri di gioia, alla Fonte della Vita da cui origina ogni Bellezza.


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