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8 novembre 2022 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel


Martedì XXXII settimana del T.O.

Tt 2,1..14 - Lc 17,7-10


Vi ricordate del canto: “Le mani alzate verso Te, Signor, per offrirti il mondo. Le mani alzate verso Te, Signor, gioia è in me nel profondo.”?


L’originale francese nella prima strofa dice:

«Garde-nous tout petits devant ta face, Simples et purs comme un ruisseau !

Garde-nous tout petits devant nos frères, Et disponibles comme une eau.»


Il che si può tradurre:

“Fa' che rimaniamo piccoli davanti a te, semplici e puri come un ruscello!

Fa' che rimaniamo piccoli davanti ai nostri fratelli, e disponibili come acqua.”


Rimanere piccoli davanti al Signore:

ecco la chiamata del Vangelo odierno.


Gesù ci mette in guardia contro il pericolo

di pretendere una qualche forma di ricompensa perché abbiamo servito.

Ed è molto concreto questo Vangelo.

Purtroppo, molto di attualità…


Sono un sacerdote,

mi sono dato da fare nel preparare l’omelia, nel celebrare,

nel visitare i malati, e nei mille servizi a me richiesti.

Avendo fatto tutto questo, ritengo dunque

di avere un qualche diritto.

Non parlo del diritto al giusto riposo, al giusto salario, a tempi di gratuità necessari…

Parlo di un atteggiamento interiore che dice:

“Avendo fatto, merito…”

Merito di essere apprezzato,

merito di essere servito…

Mi si deve riconoscenza, mi si deve onore…


Lo stesso per un consacrato:

ho dato la mia vita come monaco, come monaca,

e quindi ho diritto ad essere sopra agli altri,

ho diritto al mio comodo,

ho diritto ad essere servito…

E guai a chi disturba le mie abitudini…


E lo stesso per ogni cristiano

che vive sul serio il suo impegno.


No!

“Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite:

"Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare".” (Lc 17,10)

Letteralmente, il Vangelo dice:

“Siamo servi non indispensabili”!


Perché dico che, purtroppo, questo Vangelo è molto attuale?

Perché non sarà qui una delle cause degli abusi sessuali nel clero?

Ho lavorato bene, ma molto bene,

allora ho diritto, anche in modo inconscio, a dare retta ai miei fantasmi.

E se io stesso sono stato abusato,

il diritto è ancora più fondato…

Che tarlo orrendo, drammatico…che distrugge intere esistenze!


Facciamo allora nostra questa preghiera:

“Fa, Signore, che rimaniamo piccoli davanti a te, semplici e puri come un ruscello!

Fa, Signore, che rimaniamo piccoli davanti ai nostri fratelli, e disponibili come acqua.”


Ecco la via: rimanere piccoli, umili dinanzi al Signore.

Non merito nulla.

Nulla!

Non posso che ringraziare il Signore per l’onore e la gioia di essere suo servo.

E servo lo sono.

Lo sono sempre, anche dopo un bello sforzo, una bella sudata…

Rimango servo.

È la mia identità spirituale di Figlio amato, che serve con amore il Padre.


Poi verrà, sì, l’ora in cui, Dio ci servirà.

“Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli…”

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà sempre servi, profondamente servi…

“In verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola

e passerà a servirli.” (cfr Lc 12,37)


Ma, per ora,

“Fa, Signore, che rimaniamo piccoli davanti a te, semplici e puri come un ruscello!

Fa, Signore, che rimaniamo piccoli davanti ai nostri fratelli, e disponibili come acqua.”



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