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7 luglio 2021 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanue


Mercoledì della XIV Settimana del Tempo Ordinario

Gn 41,55…42,24 – Mt 10 ,1-7


“Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello;

Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello;

Filippo e Bartolomeo;

Tommaso e Matteo il pubblicano;

Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo;

Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota”. (Mt 10, 2-4)

Sono sempre in due!

E, infatti, Marco ci racconta che Gesù

“Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due”. (Mc 6,7)

Se Gesù li avesse inviati uno ad uno,

avrebbero raggiunto il doppio dei luoghi.

L'evangelizzazione sarebbe stata più efficace.

Si può predicare da soli,

si possono compiere miracoli da soli…

Gesù non sceglie questa efficacia…

E quando invierà i Settantadue, farà lo stesso, come ci racconta Luca:

“Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue

e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi”. (Lc 10,1)

Gesù spontaneamente invia apostoli e discepoli a due a due.

Per usare un’immagine cara a Paolo,

per diffondere il “profumo” del Vangelo, bisogna essere almeno due.

“Siano rese grazie a Dio, il quale sempre ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo

e diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza!

Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo

per quelli che si salvano e per quelli che si perdono;

per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita”. (2 Cor 2,14-16)

Il “profumo” del Vangelo è il “profumo” di Cristo.

È Lui il “fiore” che profuma il mondo.

Questo fiore che è Cristo, Dante l’ha contemplato in Paradiso.

“In forma dunque di candida rosa

mi si mostrava la milizia santa

che nel suo sangue Cristo fece sposa.” (Par XXXI)

Il “fiore” che è Gesù è la “rosa candida” formata da tutti i beati del Cielo.

Il Suo “profumo” in Paradiso è infinitamente soave:

è il “profumo” della comunione in Cristo.

È questo “profumo” che l’evangelizzazione intende offrire al mondo,

un profumo che non si può emanare da soli.

È il “profumo” dell’amore reciproco.

Gesù invia i suoi discepoli a due a due,

perché, entrando in una città, vi diffondano questo “profumo”.

E cosa si fa quando si vede una bella rosa?

Ci si avvicina per assaporarne il profumo.

La “rosa candida” attira.

L’amore fraterno attira.

È il magnete divino.

“La Chiesa non fa proselitismo, afferma Papa Benedetto.

Essa si sviluppa piuttosto per “attrazione”:

come Cristo “attira tutti a sé” con la forza del suo amore,

culminato nel sacrificio della Croce.” (Omelia, 13 maggio 2007)

È l'attrazione già cantata dal Cantico dei Cantici:

“Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza, aroma che si spande è il tuo nome: per questo le ragazze di te si innamorano. Trascinami con te, corriamo! » (Ct 1,3-4)

Cos’è una comunità?

È una “rosetta candida”!

Certo vi sono le spine,

perché l’amore costa, l’amore costa caro, l’amore crocifigge.

Ma cosa sarebbe il mondo senza le rose?

"C'est une folie de haïr toutes les roses parce qu'une épine vous a piqué,

d'abandonner tous les rêves parce que l'un d'entre eux ne s'est pas réalisé,

de renoncer à toutes les tentatives parce qu'on a échoué.” dice il Piccolo Principe…

( E' una follia odiare tutte le rose perché una spina vi ha punto,

abbandonare tutti i sogni perché uno di essi non si è realizzato,

rinunciare a ogni tentativo perché abbiamo fallito.)

È una follia rinunciare all’amore reciproco…

Cosa sarebbe il mondo senza le rose?

La gioia di Dio è far crescere le rose,

preparare con cura la “rosa candida” del Cielo.

E lo fa con un’arte bellissima.

Basta rileggere la prima lettura di oggi

e tutta la storia di Giuseppe e dei suoi fratelli nella Genesi. (Gen 37-50)

La fraternità degli undici figli di Giacobbe non aveva il profumo delle rose… anzi!

Aveva il cattivo odore della gelosia, dell’odio e addirittura dell’omicidio.

In che modo il Signore ha sanato la fraternità?

Attraverso il più piccolo,

attraverso colui che è rigettato, escluso, disprezzato,

attraverso la vittima, attraverso la periferia…

Fu Giuseppe a salvare i suoi fratelli dalla fame.

Fu Giuseppe, soprattutto, a salvare la fraternità.

È attraverso il piccolo che Dio ristabilisce l’amicizia sociale e la fraternità.

Un mondo che uccide i piccoli, i feti, i disabili,…uccide la fraternità,

si condanna al cattivo odore della guerra.

È un mondo che ha tanto bisogno che gli offriamo il “profumo della rosa”.

Non serve lamentarsi.

Non serve partire per le crociate.

Non serve difenderci dentro una fortezza ideologica

di benpensanti o di élite morale.

Serve inebriare il mondo con il “profumo della rosa”,

con il “profumo” dell’Amore reciproco.

“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli:

se avete amore gli uni per gli altri". (Gv 13,35)

Maria, Santa Maria del Fiore,

prendici per mano, perché impariamo a vivere la fraternità,

perché offriamo al mondo il “profumo della rosa”.

Maria, Rosa mistica, prega per noi!


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