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5 ottobre 2021 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel

Aggiornamento: ott 11


Martedì XXVII settimana del T.O.

Gn 3,1-10 – Lc 10,38-42


C’erano molte cose da fare in casa quel giorno!

Perché non dare a Gesù solo un panino?

Perché i suoi discepoli non mangiano poco,

perché con Gesù ci sono sempre tante persone…


Eppure, per Maria, c’è una cosa sola da fare:

fermarsi!

Sedersi accanto presso i piedi di Gesù, e ascoltare.

Non chiede il permesso a Marta… non glielo darebbe!


Allora Maria lascia Marta e i servitori della casa a fare il servizio? Sì!

Perché?

Perché c’è Gesù!

E Gesù non è solo una bocca da sfamare:

è un cuore da ascoltare.

Si tratta di rispondere al Suo Amore. AccogliendoLo.


Marta non sopporta questa libertà.

"Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire?

Dille dunque che mi aiuti". (Lc 10,40)


Per Marta, tutti dovrebbero agitarsi per Gesù e i suoi discepoli.

Tutti!

Per lei, mettere Gesù al centro è agitarsi per Lui.

Per Maria, mettere Gesù al centro è amarLo, accogliendo il Suo Amore.


Ma l’amore non è fattivo, non è servizio, non è darsi da fare?

Sì, ma quando l’amore diviene agitazione, non è più amore.

Una cosa sola è necessaria.


L’agitazione non ama.

Lo stress non ama.

Marta si preoccupa di tante cose.

Marta è “tirata” in molte direzioni.

Gesù le dice che è divisa (perispao), è preoccupata,

ed è agitata, rumorosa (thorubàze) dentro di sé…


“Marta”, le dice in qualche modo Gesù, “torna all’Amore!”

Torna all’Amore ed il sedersi di Maria ti darà gioia!”

*

E noi?

La nostra vita di discepoli è agitazione oppure è Amore?

Sei nel “molto servizio” rumoroso, oppure nell’Amore?

Non si tratta per niente di opporre azione e contemplazione.

Si tratta di scegliere tra l’agitazione in cui l’Amore è soffocato dall’ansia,

e l’Amore, come risposta all’Amore di Gesù

che tutto ha fatto per noi.

Si tratta di scegliere un vivere unificato dall’Amore.

Tutto quanto non è amore, lascialo!


Ecco quello che scrisse Suor Faustina nel suo diario

per la festa di Cristo Re, nel 1935:

“Durante la S. Messa ho pregato fervorosamente

perché Gesù sia il Re di tutti i cuori,

perché la grazia dì Dio brilli in ogni anima.

Ad un tratto ho visto Gesù come è dipinto nell'immagine

e mi ha detto queste parole:

« Figlia Mia, Mi rendi la più grande gloria, adempiendo i Miei desideri ».


Oh, quanto è grande la Tua bellezza, o Gesù, mio Sposo!

O fiore vivo e vivificante,

in cui è racchiusa la rugiada che dà la vita alle anime assetate.

In Te è immersa la mia anima.

Tu solo sei oggetto delle mie aspirazioni e dei miei desideri.

Uniscimi nel modo più intimo a Te, al Padre ed allo Spirito Santo.

Possa io vivere e morire in Te!

Solo l'amore ha un significato;

esso innalza le nostre più piccole azioni verso l'infinito.

O mio Gesù, io in verità non saprei vivere senza di Te.

Il mio spirito si è fuso col Tuo.

Nessuno comprende bene questo:

occorre prima vivere di Te, per conoscerTi negli altri.”


Davvero,“di una cosa sola c'è bisogno .

Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta". (Lc 10,42)

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