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5 marzo 2021 – Parrocchia della Pentecoste Bagno a Ripoli Fr. Antoine-Emmanuel

Aggiornato il: mar 15


Venerdì della II settimana di Quaresima (B)


Gesù entra nel Tempio. Cosa trova? Venditori e cambiavalute!

Nel Tempio! Non alla porta… dentro!

Sono seduti, anzi, “installati”… come un tumore.


Isaia aveva annunciato:

“La mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli” (Is 56,7),

ed è divenuta casa di commercio.

E questo non è potuto accadere senza il consenso delle autorità religiose,

...senza il loro interesse.

E, di fatto, l’archeologia ha ritrovato lo splendore delle case -dei palazzi- dei sacerdoti!

Gesù dirà che anche i farisei sono amici del denaro.

Si, la corruzione è entrata nel Tempio.


Già Geremia aveva denunciato una pratica corrotta degli abitanti della Giudea

che uccidono, commettono adulterio, compiono atti di idolatria…

poi vanno al Tempio, fanno un sacrificio

e dicono: “siamo salvi!”, “siamo a posto”. (cfr Ger 7,8-11)


Quanto a Ezechiele, ha una visione nell’ anno 592

di quello che avviene di nascosto nel Tempio:

adorano idoli di animali…

adorano la dea della natura Tammouz,

adorano il sole. (cfr Ez 8,5-16)

Il Tempio diviene una “spelonca di ladri”… e di idolatria:

immensa ipocrisia.

L’esterno è bello, solenne, molto religioso…

ma l'interno odora di traffico, di lussuria…


Ora, Gesù entra nel Tempio.

Vede questo traffico… che arricchisce i mercanti e i sacerdoti

ed è un’offesa ai poveri…


Ci si approfitta dei fedeli poveri,

della gente povera che deve cambiare moneta

e comprare animali per i sacrifici a caro prezzo.


E questo Gesù non lo ammette.

Proprio non lo ammette.


Perché una tale pratica impedisce ai poveri di avvicinarsi a Dio.

Tutto questo traffico va benissimo per i ricchi

ma rende difficile, umiliante, l’accesso dei poveri al culto…

E questo traffico si è “installato” nel Tempio.


Cosa fa Gesù, quando arriva nel Tempio, a pochi giorni dalla Pasqua?

Caccia via tutti i mercanti e i cambiavalute, con gli animali…


Bisogna fermarsi a guardare questa scena: Gesù con una frusta di cordicelle in mano

che rovescia i tavoli, e manda via dal Tempio tutti i mercanti…


Perché bisogna che i poveri accedano al Tempio senza essere sfruttati…

Il Tempio è loro!


Il gesto è anche un segno che Gesù compie per adempiere la Scrittura.

Perché Zaccaria, quando descrive il “Giorno del Signore”,

dice che tutti i popoli saliranno a Gerusalemme… ci sarà una folla immensa,

e tutto diverrà sacro,

la vita a Gerusalemme, ovunque, sarà come una liturgia,

e non ci saranno più mercanti nel Tempio. (cfr Zc 14)


È quindi un gesto profetico che annuncia i tempi nuovi

in cui tutti accedono al Tempio,

in cui i poveri sono beati perché il Regno di Dio è loro.


È un gesto che ci interpella:

noi oggi, io oggi, permettiamo ai poveri, di ogni sorta di povertà,

di accedere al Santuario di Dio,

di conoscere Dio, di lodare Dio?


Siamo strumento o siamo di ostacolo

all’incontro dei poveri –di ogni sorta di povertà- con Dio?


Il nostro modo di essere comunità, di essere parrocchia,

di essere cristiani è a servizio dell’incontro dei poveri con Dio?


Che volto di Dio offriamo, mostriamo?


*


Bisogna andare ancor più in profondità.

Gesù, dicevamo, ha dato un segno: quello annunciato da Zaccaria.

Il segno dei tempi nuovi, del Regno di Dio.

Ma questo tempo nuovo non viene all'improvviso dal nulla!


Bisogna essere attenti a due particolari del testo.

Il primo è che siamo a Pasqua.

Siamo nella prima Pasqua della vita pubblica di Gesù.

E sappiamo che, quando Gesù salirà a Gerusalemme

per la terza Pasqua, rinnoverà quel gesto.

Anzi lo farà ancora più radicalmente, perché, dice Marco,

“non permetteva a nessuno di portare cose nel Tempio”. (cfr Mc 11, 16)

A Dio si va solo a mani vuote.

Le ricchezze -di qualsiasi genere- non portano a Dio.


Siamo quindi nel contesto pasquale.

E nel Tempio, là dove viene sgozzato l’agnello della Pasqua.


Quindi il tempo nuovo, e anche il culto nuovo

inizia con la Pasqua, la Pasqua di Gesù.


L’altro particolare è la reazione delle autorità sacerdotali.

Chiedono a Gesù quale segno mostri loro

per giustificare l’autorità che sta esercitando nel Tempio.

E Gesù risponde con Il Segno, il Grande Segno, il Segno definitivo:

“Distruggete questo Santuario, e io in tre giorni lo risusciterò.” (Gv 2,19)


Essi pensano che Gesù parli del tempio costruito da Erode in 46 anni.

Ma per Gesù il Santuario, il luogo per eccellenza della presenza

del Padre sulla terra è il suo Corpo, la sua Umanità.


“Io sono nel Padre e il Padre è in me.”(Gv 14,11)

Gesù nel suo Corpo è la presenza del Padre sulla terra.


Il Vero Santuario dove avviene il Sacrificio

per il perdono dei peccati di tutta l’umanità

è il Corpo di Gesù.


Il Vero Santuario dell’Amore Misericordioso di Dio

è Gesù nel suo Corpo.

Gesù che sulla Croce accetta di identificarsi col nostro peccato,

di abbracciare la nostra lontananza da Dio.

Fino a trovarsi senza Dio,

ad essere nella notte di Dio.


E fu come un precipitare.

Privo di Dio, Gesù precipitò

come in un vortice di annientamento… un cadere senza fine.


E questo cadere infinito fu pure come il cadere del frutto maturo dall’albero.

Il suo essere abbandonato, cadendo in modo infinito,

è stato di una fecondità infinita…

La sua umanità è “caduta” nel mistero della Trinità per l’eternità…

aprendo a noi l’eternità che prima ci era chiusa.


Ecco quello che avvenne

quando vollero “distruggere” il Santuario vivo della divina Misericordia…


Prese su di sé tutto il peccato della storia, del mondo,

il tuo, il mio.

E noi non siamo più sotto la condanna… siamo dei graziati!


Così, in quella Pasqua, si è aperto il culto nuovo,

la vita nuova,

il Regno di Dio.


E la nostra missione è di essere servi

dell’ingresso di tutti in questa vita nuova,

particolarmente dei poveri.


La pandemia è un tempo di missione.

Perché l’umanità, molto provata,

si ri-trova in Gesù crocifisso, in Gesù abbandonato.

Gli uomini, le donne provati da tante forme di povertà

si riconoscono in Gesù abbandonato,

se noi non siamo di ostacolo…


Bisogna non tacere più la Sapienza della Croce.

Non vergogniamoci di Gesù flagellato, umiliato, crocifisso…

Bisogna essere trasparenti alla Croce!


Per questo bisogna permettere a Gesù di purificare il Tempio,

di purificare il santuario del nostro cuore,

delle nostre relazioni, delle nostre comunità…


Il modo di purificazione preferito da Gesù è la sua Parola.

“Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato” (Gv 15,3),

dice Gesù ai suoi apostoli…

Lasciamo Gesù entrare nel nostro Santuario!

Lasciamolo gettare a terra ciò che è corrotto, scacciare via ciò che è traffico…


Non per essere una Chiesa di perfetti: sarebbe un’illusione mondana e orgogliosa.

Ma per essere una Chiesa di poveri beati!

Non rifiutiamo la nostra povertà.

Non rifiutiamo la nostra vulnerabilità.

Anzi… è nella nostra fragilità che il dono di Dio cresce,

si sviluppa e porta frutto!


Lasciamo Gesù entrare nel Santuario dei nostri cuori e delle nostre relazioni, unirci a Lui…

per diventare, ciascuno di noi e insieme,

santuario della Misericordia divina.


Il Tempio nuovo sei tu, siamo noi insieme!

Non un Tempio che attira l’attenzione a sé.

Ma un Tempio che permette agli altri di incontrare Gesù,

di andare fino al “Santo” che è il Cuore di Gesù,

e al “Santo dei Santi” che è il Cuore del Padre.


È finito il tempo della Chiesa potente, della Chiesa che attira per lo splendore,

della Chiesa talvolta onnipotente… è finito!


Saremo una Chiesa povera.

Siamo una Chiesa povera.

La nostra forza non è la nostra fama... è la nostra povertà abbracciata da Gesù.


Saremo, anzi, una Chiesa perseguitata…

una Chiesa che diverrà sotterranea.

Soprattutto domestica, famigliare.


È finito il tempo della grandiosità ecclesiale.

È il tempo della Chiesa unita a Gesù nella Sua Passione.


È quindi un tempo mariano…

Un tempo in cui bisogna fidarsi del Cuore Immacolato di Maria.

Come non mai.

Con Lei, e solo con Lei, saremo capaci di discernere la menzogna dalla verità,

con Lei rimarremo sotto la guida del successore di Pietro,

con Lei saremo una Chiesa viva, una Chiesa di beati martiri e di beati poveri,

segnati, come dice Ezechiele, dal tau sulla fronte…(Ez 9,4)


A Lei, ogni mattina, affidiamo la nostra vita e quella dei nostri cari.

Allora, sì, tutto andrà bene.

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