top of page
skylinefi.png

29 aprile 2023 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel



Santa Caterina da Siena

1Gv 1,5-2,2 – Mt 11,25-30


Quando hanno aperto gli archivi personali lasciati da Jean Vanier,

hanno trovato una scatola con la scritta: ”Not for all” ( “Non per tutti” )

Conteneva soprattutto delle lettere scambiate con un gruppetto

con cui egli praticava una mistica sessuale, davvero orrenda.


Questo gruppo si chiamava: “I piccoli”.

Noi siamo i “tout petits” … dicevano.


Di fatto, come abbiamo ascoltato nel Vangelo odierno,

Gesù ha usato quell'espressione :

"Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,

perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti

e le hai rivelate ai piccoli.” (Mt 11,25)


Allora dov'è l’inganno?

È, tra altre cose, in due fatti.


Il primo è appunto nel “Not for all”.

Perché il Vangelo, la vita evangelica è “for all”.

Niente può essere riservato ad un'élite religiosa.


C’è una differenza abissale tra l’elezione e l’élite religiosa.

L’elezione è un dono di Dio, sempre crocifiggente,

dato ad uno o ad alcuni per il bene di tutti.

L’élite è finalizzata a se stessa.

Chiude, separa e si separa…


Paradossalmente, coloro che si chiamavano “piccoli”

erano convinti di essere “sapienti e dotti”!

E quindi veniva loro nascosto il dono di Dio…


Il secondo inganno sta nel fatto di usare una parola biblica

isolandola dal suo contesto.

L’essere i “piccoli” non va separato da

“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”(Mt 11,29)

non va separato dall’umiltà.

L’umiltà, come l’obbedienza, li avrebbe liberati dall’inganno.

L’orgoglio spirituale elitista li ha persi.


Una parola biblica non va mai usata isolandola dal suo contesto.


Faremmo anche noi, Fraternità di Gerusalemme, lo stesso errore,

se usassimo le parole di Gesù: “Non prego che tu li tolga dal mondo,

ma che tu li custodisca dal Maligno.”(Gv 17,15)

separando questo versetto dal suo contesto,

in particolare dalla chiamata all’unità, all’amore reciproco.


La vera piccolezza è appartenere veramente al Popolo di Dio,

non desiderare mai di appartenere ad un'élite.

Fu il dramma di quei farisei e capi dei sacerdoti che dicevano del Popolo:

“Questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!" (Gv 7,49)


La grandezza di Caterina da Siena fu di vivere un’avventura mistica

che non si chiudeva in una élite,

ma si metteva esplicitamente a servizio della Chiesa.


Anche questa è la bellezza del carisma di Gerusalemme:

offrire la preghiera, offrire la vita contemplativa a tutti…





17 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

תגובות


bottom of page