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31 ottobre 2021 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel

Aggiornamento: nov 5


XXXI Domenica del T.O.

Dt 6,2-6 – Eb 7,23-28 – Mc 12,28b-34


Ama e fa' quello che vuoi!


Il Vangelo mi fa innamorare di Gesù!

Perché ogni pagina del Vangelo è una Buona Notizia.

Anche la Croce è Buona Notizia!

Gesù ha l’arte di far sgorgare in ogni situazione una Buona Notizia.


Prendete il Vangelo di oggi.

Si tratta della domanda di un Dottore della legge

su una questione di comandamenti, di precetti,

su quello che l’israelita fedele deve fare…

Ed ecco il Lieto Annunzio:

Dio non ci chiede l'osservanza di 600 comandamenti da imparare a memoria…

Dio non ci chiede dei riti complicati, dei sacrifici e degli olocausti…

Ci chiede una sola cosa: AMARE.


Il primo comandamento è di AMARE.

Il secondo comandamento, che gli è simile (cfr. Mt 22,39), è pure di AMARE,

e da questi due comandamenti dipendono tutti i precetti, i riti,… tutto.


L’AMORE è la chiave di tutto.

Non si può capire nulla di Dio senza l’amore.

Non si può parlare di Dio senza amore.

Non si può entrare in Dio se non scegliendo l’amore.


Perché Dio è AMORE.

Dove c’è l’amore, c’è Dio.

Dovunque qualcuno si dona, si consegna, si perde per il bene altrui, lì c'è Dio…

Dove c’è una mamma che si affatica per prendersi cura del proprio bambino, vi è Dio.

Dove ci sono dei genitori che si alzano tante volte di notte

perché il bambino piange e chiede il seno, vi è Dio.

Dovunque qualcuno soffre per dare vita ad un altro, vi è Dio.

Dove c’è qualcuno che accudisce un anziano donando sé stesso, c’è Dio.


Il marchio di Dio è il donarsi gratuitamente.

E il ricevere il donarsi gratuito di un altro.


Non dirò che Dio si rallegra dove vi è il dono di sé.

Perché Dio non guarda dall'esterno, come si guarda uno spettacolo!

Dove c'è il dono di sé, lì c' è Dio!

Dio non fa il tifo per l’amore:

gioca sul campo!


Il mondo di oggi inventa mille divertimenti,

mille aggeggi, mille applicazioni,

E poiché nessuna di queste cose soddisfa pienamente il cuore umano,

se ne inventano ogni giorno di nuove…

E si crea il bisogno, per alimentare il commercio…

Si corre, si corre, si corre…ma si finisce nella depressione.

Perché nessuna di queste cose risponde al desiderio che portiamo dentro di noi.

Solo l’amore, solo il donarsi risponde e corrisponde al nostro desiderio profondo.

C’è in noi come un buco che ha la forma di Dio,

e qualunque cosa vi mettiamo che non sia Dio, ci lascia insoddisfatti.


Perché Dio ci ha dato come comandamento di amarLo?

Perché diventiamo quello che siamo, nella vera bellezza del nostro essere.

Se ci fermiamo nelle comodità, nei piccoli piaceri egoistici,

- anche nella vita religiosa! -,

diventiamo sempre più insoddisfatti, amari, noiosi…

Invece quando ci perdiamo,

cominciamo ad esistere!

È strano, ma è così!

Bisogna provare questa stranezza!

Non accontentarti di guardare e di pensarci!

Fai della tua vita un dono a Dio,

e il tuo essere comincerà a fiorire.

Scoprirai dentro di te una capacità di dare la vita che non avresti mai immaginato.


Gesù è il portavoce della chiamata divina all’Amore.

È il Verbo dell’Amore!

Ed è Colui che rende possibile quest’Amore,

perché si è consegnato per primo, per liberarci dalla paura della morte,

per aprirci la via dell’Amore!


Qual è il primo comandamento?

Ascolta!

E cosa dobbiamo ascoltare?

Adonai Elohenou, Adonai Ehad.

Yahveh nostro Dio, Yahveh unico.

Ascolta per conoscere Dio.

Per scoprire che Dio è il tuo Dio, è il nostro Dio.

È tuo!!

È nostro!

Ed è unico.

Tutti gli altri dei della tua vita sono dei ladri

che ti rubano la tua identità e la tua fecondità.

Bisogna tagliare con il Dio denaro, con il Dio fama, con il Dio “posso tutto”,

con il Dio dell'immediato, con il Dio IO, con il Dio morte.

E con l’avversario di Dio che è terribilmente geloso della nostra felicità.


C'è Un solo Dio.

Solo il Dio Amore è Dio…


Ascolta, quindi, e conosci.

E poi?

Amerai il Signore tuo Dio con tutto quello che sei! (cfr. Mc 12,30)


Ascolta Dio, e conosci Dio… per amare Dio.

E non una sola volta!

Oggi l’ascolti!

Oggi fai un passo in più nella conoscenza di Dio,

ed oggi l’ami di più... ti innamori di più!


Vale lo stesso per i fratelli:

ascolti, conosci, ami…

Vuoi amare? Comincia ascoltando.

Fai spazio dentro di te.

Apriti!

Accetta di ricevere l’estraneità, la diversità dell’altro.

L’altro ti mette in crisi… e tu scegli di entrare nella crisi.

Allora cominci a conoscere!

E la conoscenza ti farà innamorare.


E guardate bene che amare Dio ed amare il prossimo non sono due movimenti diversi.

È un'unica e medesima dinamica.

Un unico perdersi.


È lo stesso movimento interiore che ti fa donare un’ora per l'Adorazione Eucaristica

per rispondere all’Amore di Gesù,

e che ti fa prendere il tram per andare a visitare un anziano.


È lo stesso uomo vecchio che protesta, che resiste, che non vuole morire.

Ed è lo stesso uomo nuovo che nasce.


Scrive Romano Guardini:

“Diventar santi consiste in ciò:

che l’uomo reale, si svincoli da sé stesso, per perdersi in Dio

- ma che si svincoli realmente da sé stesso,

senza riprendere segretamente alla fine quello che ha abbandonato prima…,

E tutto ciò nella fede.

Non con estasi e assalti (sovrumani), ma in Cristo.

I santi sono coloro che entrano nell’esistenza di Cristo,

vivono della sua vita,

e si elevano dalla sua umanità alla sua divinità.” (R. Guardini, Il Signore)


Svincolarsi dal proprio io per perdersi con Gesù in Dio,

ecco il vero sacrificio!

E l’olocausto, cos’è?

È svincolarsi da se stessi al punto di amare come se stessi

chi ci fa del male, chi ci perseguita…


È una nuova nascita!

Non si nasce una sola volta!

Ogni gesto di amore è una nascita.

Quando muori a te stesso per Dio come per l’altro, è una nascita.

Non lo sai, ma sei nel seno divino, e ne esci come creatura nuova!


Vuoi rinascere?

Non è complicato.

È solo una questione di radice.

Bisogna, cioè, che ogni cosa nell’arco della giornata

abbia una sola e medesima radice: l’amore!


Attenzione! Perché “molte cose infatti possono avvenire che hanno una apparenza buona

ma non procedono dalla radice della carità.

anche le spine hanno i fiori”;

Non basta che ci siano fiori… guarda bene!

Al contrario, “alcune cose sembrano aspre e dure;

ma si fanno, per instaurare una disciplina,

sotto il comando della carità.”

Sono senza fiori, ma sono profondamente ispirate dall’amore.

Quindi la questione è: “Questo modo di fare, questo discorso

è ispirato dall’amore?

Ha l’amore per radice o no?”

“Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto:

ama e fa' ciò che vuoi;

sia che tu taccia, taci per amore;

sia che tu parli, parla per amore;

sia che tu corregga, correggi per amore;

sia che perdoni, perdona per amore;

sia in te la radice dell'amore,

poiché da questa radice non può procedere se non il bene.”

(Sant'Agostino, Omelia VII,8 sulla Prima Lettera di San Giovanni)

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