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13 aprile 2024 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel



Sabato della II settimana di Pasqua

 At 6,1-7 – Gv 6,16-21


Chi si ricorderà della Parola di Dio?


Vorrei tradurre in termini contemporanei

quello che ci raccontano, oggi, gli Atti degli Apostoli,

anche se questo è un grande anacronismo.


Ecco… immaginate che vi sia una grave crisi nella Caritas di una regione d’Italia.

Perché i poveri extracomunitari – pur cristiani –

ricevono meno aiuto dei poveri italiani.

Vi sono quindi lamentele, agitazione, collera.

Nasce uno scandalo pubblico…


Cosa fanno i vescovi (italiani)?


La prima soluzione sarebbe: se la cavino loro!

Essere stati accolti in Italia è già un grande favore.

Il problema si risolverà da sé.


La seconda soluzione sarebbe di scendere in campo direttamente.

I vescovi si danno da fare per riorganizzare la Caritas.

Essi stessi vanno a regolare l’aiuto alimentare,

e chiedono ai sacerdoti di impegnarsi quotidianamente in tutte le opere di carità.


*


Quale soluzione scelgono gli apostoli nella Chiesa delle origini?

Né l’una né l’altra.

Essi istituiscono un nuovo servizio, un nuovo ministero nella Chiesa.

Responsabilizzano alcuni extracomunitari,

danno loro una delega forte:

saranno a servizio delle opere di carità a favore di tutti i poveri,

sia italiani che extracomunitari.


Perché questa scelta?

Lo dicono gli apostoli stessi:

"Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense.” (At 6,2)

Devono dedicarsi “alla preghiera e al servizio della Parola". (At 6,4)


Gli apostoli, mossi dallo Spirito Santo,

hanno capito che vi è un grande rischio:

quello di diventare una Chiesa che, a mano a mano,

abbandona la preghiera ed il servizio della Parola,

per dedicarsi solo a opere di carità.


È essenziale la carità, è essenziale il prendersi cura

di chi è privo di pane, di casa, di lavoro, di dignità…

Ma la prima necessità della Chiesa è la preghiera ed il servizio della Parola.

Anche la stessa carità verrà meno se manca la linfa,

se non si attinge più alla preghiera e alla Parola di Dio.


Il rischio è l’”o.n.g.”-izzazione della Chiesa…

Una Chiesa che diventa una grande “o.n.g.”


*



È prezioso per noi meditare questo brano degli Atti degli Apostoli.

Qual è il compito della vita monastica,

se non di essere un richiamo vivo della necessità di quella linfa,

della necessità vitale della Parola di Dio e della preghiera?

Anche se non è capito.

Anche se noi stessi non capiamo…


"Non è giusto lasciare da parte la parola di Dio per servire alle mense.” (cfr At 6,2)


Basti un esempio.

Se trascuriamo la preghiera e la Parola di Dio,

cosa avviene quando siamo nella tempesta, nel buio,

quando tutto vacilla,

quando il male sembra aver preso il sopravvento nel mondo e nella Chiesa?

Chi si ricorderà della Parola di Dio?

Chi si ricorderà di Gesù che camminò sulle acque?

Chi ricorderà che, anche se ci sentiamo totalmente abbandonati da Dio,

Gesù sta venendo, camminando sulle acque,

e che, con Gesù, approderemo alla riva della pace? (cfr Gv 6,21)



















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