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29 giugno 2021 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel



Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

Atti 12,1-11 – 2 Tim 4,6..18 - Mt 16,13-19


“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.”(Mt 16,18)

Mi ricordo ancora dell’omelia del Cardinale Lustiger a Saint Gervais

nella quale ci diceva:

“Non dite mai:”la mia Chiesa”, come se fosse vostra!

È la Chiesa di Gesù!

È Sua!”

È vero!

Le o.n.g. sono nostre, le aziende sono nostre… la Chiesa no!

La Chiesa, l’edifica Gesù.

L’edificava ieri come l’edifica oggi.

Bisogna contemplare Gesù architetto, Gesù muratore…

Gesù edifica una realtà che è sia totalmente umana,

sia totalmente divina.

Quando parliamo di “Chiesa”,

non intendiamo solo l’istituzione, di cui conosciamo la struttura.

Non è la Chiesa dei registri e della pratica religiosa.

La “Chiesa” è il Popolo che oggi Gesù chiama a sé.

Il termine stesso “ecclesia” viene dal verbo “kaleo” che significa “chiamare”.

La Chiesa è la “chiamata”,

è l’assemblea dei chiamati e il loro amore reciproco.

È la rete dei centocinquantatré pesci…non di dodici pesci!

Un popolo con una diversità immensa, eppure “non si rompe la rete”! (cfr Gv 21,11)

Non ne conosciamo l’elenco degli appartenenti.

Conosciamo invece il tramite di grazia voluto e donato da Gesù:

il vescovo di Roma, i vescovi, i sacerdoti e i diaconi,

gli altri ministri come i catechisti, i genitori cristiani,

gli evangelizzatori, i consacrati,

e ogni battezzato che si dedica alla missione della Chiesa.

Essi sono la spina dorsale del Corpo che è la Chiesa,

attraverso la quale il Capo regge l’intero Corpo.

La Chiesa, cioè, è visibile nella sua diaconia, nei suoi servitori,

e invisibile nel suo mistero.

E così la Chiesa è bella!

Bella nella visibilità del suo servizio, che rispecchia Gesù Servo,

e bella nella sua misteriosa universalità,

nelle sue braccia aperte, simboleggiate dal colonnato di Piazza San Pietro a Roma,

che oggi ospita il barcone di migranti, opera di Timothy Schmalz.

La Chiesa è bella nel suo aspetto petrino,

e nel suo mistero mariano.

È bella come Beatrice.

Ecco come il teologo Urs von Balthazar evoca Beatrice,

- Beatrice che è persona storica concretissima e non una figura allegorica -

come figura della Chiesa:

“Beatrice è ciò che,

a partire da Origene fino ai commenti medievali del Cantico dei Cantici,

si suol chiamare anima ecclesiastica,

quell’anima che ha incominciato a sperimentare, a sentire, a pensare e a volere

nella universalità della Sposa di Cristo, della Sposa dell’Agnello,

della Celeste Gerusalemme, della comunione d’amore con tutti i santi.

Dante può benissimo, dal punto di vista cristiano, vedere nella donna amata,

che egli sa vicina a Dio, una personificazione della Chiesa,

per attendere da lei, in quanto essa è appunto tale,

la mediazione della grazia divina per la sua salvezza, la sua purificazione,

la sua illuminazione e la sua unificazione interiore.

Nel Paradiso terrestre, si svolge il corteo trionfale della Chiesa,

il carro che la raffigura è trainato da Cristo sotto le sembianze del grifone,

accompagnato dai quattro animali di Ezechiele,

dai ventiquattro anziani, dalle virtù teologali e cardinali, dagli agiografi biblici.

Si ode il canto: “Benedictae tue / ne le figlie d’Adamo, e benedette / sieno le bellezze tue”: una parafrasi dell’Ave.”

La Chiesa perde la sua bellezza,

o meglio la sua bellezza viene offuscata come una nuvola nera nasconde il sole,

quando perde la sua diaconia o la sua universalità.

Gli abusi sono un tradimento che offusca la bellezza della Chiesa.

Non si vede più la maternità della Chiesa.

Ma la Chiesa stessa non è distrutta

né dai nostri tradimenti,

né dagli attacchi dei suoi avversari, dalla persecuzione.

“Le potenze degli inferi non prevarranno su di Essa.”(ibid.)

La lotta è stata e sarà dura, ma la Chiesa è già vittoriosa.

La Chiesa è la Vittoria di Cristo!

Lo vediamo nelle due prime letture di oggi.

Pietro incarcerato è liberato.

Paolo, cento volte incarcerato… è libero.

E quando viene l’ora del martirio,

non è l’ora della sconfitta, ma la vittoria dell’Amore

perché è vita donata nell’amore, nella misericordia.

Anzi, quando la Chiesa è perseguitata,

ne esce più forte.

Una Chiesa tranquilla sarebbe motivo di preoccupazione!

Penso alla notte di Pietro e dei suoi compagni raccontata in Gv. 21:

fu una notte di sterilità, di vergogna.

Ma, per il fatto che nella barca si ascolta la voce di Gesù

e a Lui si obbedisce,

si fa esperienza del traboccamento.

La nave della Chiesa ha sempre imbarcato acqua.

È stata sempre nella tempesta.(Mt 8,23-27; Mc 4,35-41; Lc 8,22-25)

È stata sempre vicina ad affondare.

Eppure continua la traversata della storia,

continua a proclamare il Vangelo.

Gesù non abbandona e non abbandonerà mai la Sua Sposa.

Anzi, ha scelto di essere Lui l’Abbandonato,

perché la Chiesa sia viva,

perché la Chiesa fiorisca,

perché la Chiesa sbocci nell’eternità.

Rendiamo grazie a Gesù per la Sua Chiesa!

Il Buon Pastore non l’abbondonerà mai.

Anzi, il Libro di Zaccaria annuncia che le pecore salvate

diverranno come dei gioielli sui colli. (cfr Zc 9,16)

Ecco la nostra bellezza:

l’essere Chiesa, uniti dall’amore reciproco, ci rende splendenti come gioielli.

Siamo la corona di Gesù,

siamo la gioia di Gesù,

siamo immersi nel mistero mariano della Chiesa…

Ave Chiesa, piena di grazia,

il Signore è con te.

Sei benedetta delle benedizioni divine,

e benedetto è Gesù di cui sei il Corpo mistico.

Santa Chiesa, materna come Maria,

insegnaci le vie della preghiera e del bell’amore

adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


1 “Dante, Viaggio attraverso la Divina Commedia”, Ed. Morcelliana, 2021

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