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15 aprile 2022 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel


Venerdì Santo

Is 52,13-53,12 – Eb 4,14-16;5,7-9 – Gv 18,1-19,42


I media in questi giorni ci mostrano molti cadaveri.

Quello che vediamo ci strazia il cuore di vergogna…

Quello che sta avvenendo è un'opera satanica smisurata.

Un continuo non senso, un orrore.

Tanto più che avviene tra fratelli, e tra Cristiani…


Anche il Vangelo odierno ci mostra un cadavere.

Satana entrò in Giuda, e Giuda vendé il Signore.

E furono uomini molto religiosi ad ottenere, a forza di gridare,

che Gesù venisse crocifisso.

E pendé dalla croce. Morto. Morto. Morto.


Giovanni ne fu testimone diretto, ed è attento ad alcuni particolari.

C'è la scritta: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”.

Come per dire: ecco il vero re, il solo re.

Lascia l’idea di un Dio che ha per trono la gloria umana e che fa il grande mago.

C’è tanta gente arrabbiata contro Dio in questo tempo, perché si ha questa idea di Dio.

No! La gloria di Dio non ha niente a che vedere con la gloria umana.

Anzi è il suo contrario.

Ecco la conversione cristiana: credere che Dio sia così…


Un altro dettaglio: la tunica senza cuciture di Gesù.

Non fu stracciata!

Come per dire: se tu hai sete di riconciliazione, di unità della famiglia umana,

lasciati rivestire oggi dall'amore di Gesù!

Solo Gesù riveste l'umanità di quell'amore che fa una la famiglia umana.

Ecco il dono di Dio: non dei salvati individualmente, che “si salvano la pelle” …

Ma una famiglia.


Poi vi è il dono della Madre.

Col poco respiro che gli rimane, la prima parola di Gesù dall'alto della Croce

è per dare La Madre a Giovanni.

Sa che di Lei noi abbiamo un estremo bisogno.

Ci dona non una madre, ma sua madre.

Non pensiamo che Dio faccia tutto da solo, come un eroe. No!

Agisce con Maria, e con ognuno di noi.

Presso il Nuovo Adamo, ci voleva la Nuova Eva.

Se no, non ci sarebbe stata salvezza!


Poi, dopo aver ricevuto da noi l'aceto come bevanda,

dice: “Tutto è compiuto”.

E cosa scrive allora Giovanni:

“E, chinato il capo, morì”?

No!

Scrive: “consegnò lo spirito.”

Gesù consegna, dona il Suo Spirito, e, perciò, muore.

Non muore nella rabbia, nel rancore, nell’odio per noi che l'abbiamo crocifisso:

ci dona il Suo Spirito.


Io ho messo Gesù in croce, e lui mi dona, ci dona il Suo Spirito d'amore,

il Suo Soffio vitale, il suo Soffio Divino che è lo Spirito Santo,

per renderci capaci di amarci gli uni gli altri come Lui ha amato noi.


Continuiamo a leggere: vi è altro?

Quando i soldati si avvicinano per accelerare - se fosse necessario - la morte di Gesù,

lo vedono già morto, veramente morto.

E “uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.”

Il cadavere di Gesù non dà la morte, non dà fiele, non dà marciume:

dona sangue - cioè vita - e acqua. Come una sorgente.


La croce è, sì, specchio del nostro peccato.

Manifesta la nostra ingratitudine, il nostro rigetto di Dio,

ma, inseparabilmente, è sorgente di riconciliazione,

di vita, di vita eterna, di amore reciproco.


Ho messo Gesù in croce, e Lui mi ha messo al mondo.

Ho messo Gesù a morte, e Lui mi fa rinascere.


Quando morì la mia mamma, andai nella mia città natale,

passai dinanzi alla clinica dove sono nato…

È esattamente la stessa cosa!

Andiamo oggi là dove siamo nati!

Il Golgota è il luogo della nostra nascita!

Tutti siamo rinati lì!

Perché vi sono guerre, tante guerre?

Perché non si accoglie Gesù Crocifisso.

E questo fu immensamente doloroso per Gesù.


Ecco la Croce: il dono del Regno di Dio,

la nuova famiglia unita dall’amore reciproco,

la Madre,

lo Spirito Santo,

il Sangue

e l’Acqua.


E vorrei concludere condividendo con voi

quello che scrisse Giorgio La Pira alle monache di clausura nel 1957.

“Non bisogna stancarsi mai di dire agli uomini

che il cristianesimo non è essenzialmente una tecnica naturale

per la trasformazione morale (anche in bene!) della società e del mondo.

No! È essenzialmente un mistero di grazia.”


“Il cristianesimo è essenzialmente un mistero di grazia.”


“E perciò un mistero di orazione, di mortificazione, di risurrezione.

Un mistero che tocca le radici profonde dell'essere umano

e di conseguenza di tutta la realtà cosmica e storica”


Allora cosa avviene nei monasteri ed in ogni anima che prega?

“Si sperimenta e si rinnova il più alto dei misteri di Dio:

Il mistero della grazia che scende dalla Croce,

come salutare balsamo versato sulle ferite del mondo.”


Ecco il nostro comune compito:

attingere in questo mistero della grazia

che scende dalla croce per il mondo intero

e diffonderla attraverso la preghiera,

attraverso la speranza, attraverso l'amore reciproco.


Si parla tanto di forza nucleare in questo momento.

Guardate che la Pira, tornando da Mosca scrive nel 1964:

Davvero nucleare è la forza dell'orazione.


“Sono sempre più persuaso, scrive nel 1964,

della misteriosa e irresistibile promessa di Fatima:

“la Russia si convertirà e vi sarà pace nel mondo.”

E aggiunge:

“Non si lancia mai invano una forza esplosiva davvero nucleare

quale è la forza dell'orazione.”


Noi - noi, uomini e donne di preghiera – abbiamo questo compito, questa responsabilità,

di trasformare il mondo con la forza nucleare della preghiera.


Ecco la nostra responsabilità, la nostra missione:

essere davvero una “forza di pace” per la città e per il mondo.

Attingendo in Gesù crocifisso, abbandonato e RISORTO!

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