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14 novembre 2021 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel


XXXIII Domenica del T.O.

Dn 12,1-3 – Eb 10,14..18 – Mc 13, 24-32


Questo è un Vangelo non facile da comprendere.

Va letto nel suo contesto, che vorrei riassumere.


Siamo nell’ultima settimana del ministero di Gesù.

Gesù è entrato trionfalmente a Gerusalemme.

Ha pure rinnovato il segno profetico fortissimo della purificazione del tempio,

manifestandosi come il Messia che inaugura il culto nuovo.


A termine della giornata, dopo tanti insegnamenti e controversie nel tempio,

Gesù si ritira con i suoi discepoli sul Monte degli Ulivi

per trovare insieme a loro un po’ di tranquillità.


“Mentre usciva dal Tempio, uno dei suoi discepoli gli disse:

"Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!" (Mc 13,1)

Era infatti una costruzione enorme, impressionante, bellissima!

Una delle meraviglie del mondo antico!

I lavori erano iniziati nell’anno 19 a. C.,

e si erano conclusi nel 63 d. C..

Era stato costruito per poter accogliere gli Ebrei del mondo intero per le feste liturgiche.

Si pensa che potessero entrarci duecentomila persone!


“Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!”

Cosa gli risponde Gesù?

"Vedi queste grandi costruzioni?

Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta". (Mc 13,2)

Immaginiamo quanto gli apostoli rimanessero sconvolti!

Sembrava la costruzione più salda del mondo.

Ancora oggi si vedono gli enormi blocchi di pietra che la componevano!

E' come se vi dicessi: “Di Santa Maria del Fiore,

non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta.”

O di Notre Dame


Gli apostoli chiedono allora a Gesù:

“Di' a noi: quando accadranno queste cose

e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?". (Mc 13,4)


E, mentre sono seduti intorno a Gesù,

- e si vede benissimo il Tempio -

Gesù insegna


Cosa strana per noi, Gesù annuncia insieme due avvenimenti:

la rovina di quel tempio di pietra, che di fatto accadrà nell’anno 70 d.C.,

e la fine di questo mondo.


Gesù, cioè, si cura sia della sua generazione

che è alla vigilia della distruzione del tempio ad opera di Tito e dell’esercito romano,

sia di tutte le generazioni… di noi!


Perché quest’insegnamento? Perché raccontare le cose future?

Non basta vivere l’attimo presente?

Non basta vivere giorno per giorno?


Sì! Ma per vivere bene l’attimo presente,

bisogna considerare che quello che viviamo quaggiù

è passeggero, ed è pure decisivo,

in vista di un avvenire di luce assolutamente certo.


Senza un orizzonte di speranza, cosa avviene?

O ci si attacca alle cose di quaggiù, ne facciamo degli idoli e ne restiamo prigionieri,

o si cade nella disperazione

perché quaggiù vi sono sofferenza, ingiustizia, guerre, pandemie…


Invece la speranza ci rende liberi ed audaci, per vivere l’attimo presente nell’amore!


Allora come risponde Gesù alla domanda degli apostoli?

Ci sono cinque passaggi che riassumo.


Il primo è l'invito alla prudenza:

“Diffidate di chi dice di essere Gesù…

diffidate delle profezie che circolano!” (cfr. Mc 13, 5-6)

Attenzione alle fake news


Secondo passaggio: quando ci saranno guerre, terremoti, carestie, ecc.

non credete che venga subito la fine del mondo. (cfr Mc 13, 7-8)


Terzo passaggio: ci sarà pure la persecuzione dei cristiani,

con lotte anche all'interno delle famiglie.

Non abbiate paura: lo Spirito Santo vi sosterrà,

metterà sulle vostre labbra le parole giuste...(cfr. Mc 13, 9-13)


Quarto passaggio: ci sarà pure un avvenimento che susciterà grande sofferenza.

Sarà un'enorme offesa a Dio Padre, al Suo amore, alla Sua azione vivificante.

“Nessuno vi inganni in alcun modo!

Prima infatti verrà l'apostasia e si rivelerà l'uomo dell'iniquità, il figlio della perdizione,

l'avversario, colui che s'innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio,

fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio.” (2 Tess 2,3-4)

Allora, quel giorno, fuggite! (cfr. Mc 13, 14-16)

Andate nei rifugi, quelli veri!

In quel giorno, ci vorrà un discernimento ancora più acuto, ci insegna Gesù,

perché ci saranno tanti falsi messia, tanti falsi profeti.

Attenzione! (cfr. Mc 13, 21-23)


Quinto passaggio: solamente dopo questa prova immane

- e l’Apocalisse aggiunge: e dopo mille anni di un regno di pace (cfr. Ap 20) –

Gesù verrà nella gloria.

E qui siamo nel Vangelo odierno nel quale Gesù ci insegna che

“Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire nelle nubi con grande potenza e gloria.

Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti,

dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.” (Mc 13, 26-27)

Finirà questo mondo,

ci sarà il giudizio finale

- che prenderà in considerazione pure le conseguenze delle nostre scelte -

E per chi dice di sì alla Misericordia di Gesù Crocifisso,

si aprirà la gioia della Vita eterna in Dio.


Daniele ci ha descritto questo giorno:

“Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno:

gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna.

I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento;

coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.” (Dn 12,2-3)


Gesù prosegue poi il suo insegnamento con l’invito a vegliare

che sentiremo con forza nel tempo dell’Avvento.


*

Cosa possiamo ricordare di questo insegnamento per la nostra vita?


Innanzi tutto questo mettere insieme

la rovina del Tempio di Gerusalemme e la fine del mondo

è molto significativo.

La rovina del Tempio segna il passaggio dal culto antico con i molti sacrifici

al culto nuovo che è l’adorazione in Spirito ed in Verità,

l'unione all’unico Sacrificio: quello di Gesù crocifisso.

Allo stesso modo, la fine di questo mondo segnerà il passaggio

da questo culto nuovo alla liturgia del Cielo.

La dinamica quindi va verso un’adorazione sempre più vera,

più piena, più libera!

Questa è una prospettiva infinitamente bella!

E' andare verso la gioia di servire Dio senza timore,

in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.” (Lc 1,74-75)


Una seconda cosa che possiamo sottolineare è che la via che porta a questo orizzonte di luce

passa necessariamente attraverso la prova.

Ed in particolare la prova della Chiesa.

Lo dice in modo chiarissimo il Catechismo della Chiesa Cattolica:

Il Regno non si compirà attraverso un trionfo storico della Chiesa.” (CCC n.677)

E questa prova, per una parte, viene dall'interno della Chiesa stessa,

dalle nostre infedeltà, dai nostri abusi, e soprattutto dalle nostre divisioni…

Non sono per niente sorpreso che Papa Francesco

sia sempre più criticato, bersagliato, calunniato, martirizzato…

Quanto dobbiamo diffidare di chi oggi nega che Papa Francesco sia il Papa!

E' un discorso motivato dalla paura e totalmente fuori dal Vangelo!

Basta ricordarci come Gesù ha affidato il Suo gregge a Pietro che l’aveva rinnegato…

È lui, Francesco, che il Signore ha scelto

per portare la Croce del ministero di Pietro in questi tempi.

E quanto dobbiamo pregare per Papa Francesco…!


La terza cosa che possiamo ricordare è la piccola parabola

che oggi Gesù ci dona:

quella del fico.

Si sa che il fico durante i lunghi mesi invernali è totalmente spoglio.

Sembra quasi morto…

Ed è l’ultima pianta sulla quale appaiano le gemme e le foglie,

quindi guardando il fico, sappiamo che l’estate è vicina! (cfr, Mc 13,28)

È vicina la gioia dell’estate, del raccolto, con la mietitura, e più tardi la vendemmia!

Allo stesso modo, ci dice Gesù, quando vedrete verificarsi le prove della storia,

ed in particolare la prova dell’apostasia,

sappiate che la Gioia finale è vicina! (cfr Mc 13,29)

La vittoria di Gesù si sta compiendo nella sua sospirata pienezza!


Bisogna quindi, oggi, guardare il fico, leggere, cioè, i segni dei tempi.

Cosa vediamo oggi, nel 2021?

Certo vediamo guerre, carestie, e tanta, tanta ingiustizia,

come i profughi bloccati alla frontiera polacca,

usati da governi iniqui ...

Certo vediamo una pandemia che ferisce a morte, da quasi due anni, l’intera famiglia umana.


Ma quello che è veramente nuovo è il modo in cui l’uomo rifiuta Dio,

e prende il posto di Dio.

In particolare nell' enorme “abuso”

che è il mettere a morte il bambino nel seno della mamma,

il non rispettare la sacralità della vita della mamma e del bambino

- e questo fino al concepimento richiesto per “produrre” un feto per uso medico -

enorme “abuso” che è pure il mettere a morte i più vulnerabili con l’eutanasia;

enorme “abuso” che è pure il decidere del proprio sesso.

Tutto ciò indica un grande divorzio da Dio.

In greco si dice “apostasia”.

La novità è che questo non è più un fatto privato di alcuni, o anche di tanti.

È un fatto sociale, riconosciuto, incoraggiato,

e opporvisi sta diventando un reato.

Questo è ciò che la Madonna a Fatima chiama “gli errori della Russia”,

perché la Russia fu la prima nazione a legalizzare l’aborto.

E di questa cultura le vittime sono i più piccoli, i bambini, le persone vulnerabili…

E il loro grido non può non portare Dio ad intervenire…


Ma tutta questa realtà,

noi la leggiamo come si “legge” il fico:

come certezza che il Signore è vicino…(ibid.)

Come certezza che si fa vicino il giorno della Gerusalemme Celeste,

della comunione eterna nel Cielo per chi avrà detto di sì

alla Croce gloriosa di Gesù,

all’eterno Suo perdono che la Lettera agli Ebrei ci ha ricordato oggi.

E, a guardare bene, vi sono già tanti segni di questa vittoria dell’Amore…

Quanti testimoni dell’Amore e della Misericordia oggi!

Basti pensare ai Salesiani dell'Etiopia che si impegnano in modo esemplare