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28 giugno 2022 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel


Martedì XIII settimana del T.O.

Am 3,1..12 - Mt 8,23-27


Perché Gesù dorme?

Perché è stanco!

Basta ricordarsi del suo ministero serale di guarigione,

e del suo alzarsi prima dell’alba per pregare il Padre…

Gli manca il sonno!


Come mai riesce a dormire, mentre la barca è così fortemente scossa?

Era molto stanco?

Oppure bisognava che gli apostoli facessero l’esperienza

di una forma di “assenza” di Gesù, pur presente nella barca,

affinché non si lasciassero mai più sopraffare dalla paura, dall’angoscia?


Perché quel giorno fu davvero giorno di angoscia!

Non dissero a Gesù: “Salvaci, siamo per perderci!”,

bensì: “Salvaci, Signore, siamo perduti!” (Mt 8,25)


Ora, NON sono perduti, perché Gesù è nella barca.

Sembra assente, sembra indifferente, ma non lo è!

In realtà sta formando gli apostoli.

Non li accompagna solo verso l’altra sponda del lago:

li sta portando verso una nuova sponda, quella della fede.

Ritirandosi, in qualche maniera, si sta prendendo cura della loro fede.


Bisognava che si rendessero conto di aver “poca fede”.

Come se Gesù dicesse loro:

“Come avete potuto immaginare che la barca nella quale Io vi ho chiamati

potesse affondare e voi perire?”

“Perché avete paura, uomini di poca fede?” (Mt 8,26)


E tu, ed io, perché abbiamo paura nella situazione che vive il mondo,

che vive la Chiesa,

che vive la comunità?

Hai dimenticato che è stato Gesù a chiamarti?

Sei, siamo sulla Sua barca!


Gesù, del resto, non ci ha mai promesso una traversata senza onde, senza tempeste!

Invece ci ha promesso di portarci sull’altra riva,

ed è quello che sta facendo in questo momento.

Allora chiediamo il dono della fede,

la fede che attraversa le tempeste,

la fede che ci libera della paura.


Con questa fede, possiamo di nuovo oggi pregare per il dono della pioggia,

di cui c’è tanto bisogno.

Lo facciamo con la preghiera di San Paolo VI,

da lui pronunciata all’Angelus del 4 luglio 1976: “Dio, nostro Padre, Signore del cielo e della terra, tu sei per noi esistenza, energia e vita. Tu hai creato l’uomo a tua immagine perché con il suo lavoro faccia fruttificare le ricchezze della terra collaborando così alla tua creazione. Siamo consapevoli della nostra miseria e debolezza: nulla possiamo senza di te. Tu, Padre buono, che su tutti fai brillare il tuo sole e cadere la pioggia, abbi compassione di quanti soffrono duramente per la siccità

che ci ha colpito in questi giorni. Ascolta con bontà le preghiere a te rivolte fiduciosamente dalla tua Chiesa, come esaudisti le suppliche del profeta Elia, che intercedeva in favore del tuo popolo. Fa’ scendere dal cielo sopra la terra arida la pioggia sospirata,

perché rinascano i frutti e siano salvi uomini e animali. Che la pioggia sia per noi il segno della tua grazia e benedizione: così, riconfortati dalla tua misericordia, ti renderemo grazie

per ogni dono della terra e del cielo,

con cui il tuo Spirito soddisfa la nostra sete. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, che ci ha rivelato il tuo amore, sorgente d’acqua viva zampillante per la vita eterna.

Amen”.


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