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25 aprile 2021 - Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel

Aggiornamento: apr 26


IV Domenica di Pasqua

Atti 4,8-12 – 1 Gv 3,1-2 - Gv 10,11-18


Per accogliere tutta la forza di questo Vangelo,

credo che la prima cosa da fare

sia di mettere da parte lo sguardo romantico sulla figura del pastore.


Essere pastore era un mestiere esigente, molto esigente.

Basta rileggere il capitolo 34 del Libro d’Ezechiele.

Oltre a portare il gregge al pascolo,

ad assicurare da mangiare e da bere,

a custodire il gregge, ecc,

un pastore deve prendersi cura delle pecore deboli, curare quelle inferme, fasciare quelle ferite, riportare nell’ovile quelle disperse;

deve andare in cerca delle smarrite, e così via… (cfr Ez 34,4)


Il suo è poi un servizio indispensabile per il gregge.

Se viene a mancare il pastore,

le pecore si disperdono e sono preda di tutte le bestie selvatiche, sono sbandate,

vanno errando su tutti i monti e su ogni colle elevato… (cfr Ez 34,5-6)

È un servizio così vitale che l’immagine del pastore

veniva usata nell’antichità per parlare del sovrano,

nel linguaggio della corte regale del Medio Oriente.


In Israele, il termine “pastore” era pure riferito a Dio!

“Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare, Oracolo del Signore Dio,” (Ez 34,15)

Il che portava il credente a cantare:

“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.” (Sal 22(23),1)


Ora, nella nostra civiltà occidentale moderna, tecnica, ipersviluppata,

ha senso di parlare di “pastore”?

Tanti diranno: “Non siamo mica delle pecore!”


Ma, riflettiamo un po’.

Partiamo dall'affermazione di Gesù: “Io sono il Buon Pastore”.

In realtà, tanti oggi dicono questo!


“Io sono il Buon Pastore” dice il consumismo: comprate, accumulate,

e vi porterò al pascolo della felicità!

“Io sono il Buon Pastore” dice il sesso: vivete un sesso libero, infrangete i tabù,

e vi porterò al sommo piacere!

“Io sono il Buon Pastore” dice la finanza cieca: investite, cercate il massimo guadagno,

e vi farò accedere ad una qualità di vita stupenda.

“Io sono il Buon Pastore” dice l’etica consensualista:

e diverrete padroni della vita, dal concepimento alla morte, e quindi onnipotenti.

“Io sono il Buon Pastore” dice il potere dittatoriale:

obbedite alle mie regole, alla mie leggi marziali e vi farò cittadini d’onore.


Ma questo ritornello si sente anche da tutta un'altra parte.

“Io sono il Buon Pastore” dicono alcuni capi religiosi:

obbedite alle mie intuizioni, ai miei fantasmi, e sarete santi.

“Io sono il Buon Pastore” dicono i difensori delle leggi di Dio:

obbedite ciecamente a tutti i precetti, e Dio vi benedirà.

“Io sono il Buon Pastore” dicono i leader religiosi del terrorismo:

uccidete gli empi e Dio vi darà il Paradiso.

E peggio di tutti:

“Io sono il Buon Pastore” ci dirà l’anticristo, guardate a me che sono il più grande filantropo,

il sommo benefattore dell’umanità, e io vi salverò.


Vi ricordate delle parole di Gesù:

“Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore,

ma dentro sono lupi rapaci!” (Mt 7,15) ?

Guardatevi, diffidate… perché c’è un solo Buon Pastore.

Tutti coloro che oggi sussurrano o gridano “Io sono il Buon Pastore”… non lo sono.

Io stesso, con tutte le migliori intenzioni del mondo, non sarò il Buon Pastore,

né lo sarà chiunque altro fra noi!


Solo Gesù è il Buon Pastore!


Ma, in che modo Egli è “il Buon Pastore”?

Per quattro aspetti.


Il primo è che Egli dà la propria vita per le pecore

ed è questo che lo rende “buono” o “bello”. (cfr Gv 10,11)

Per Gesù, ha più valore la tua vita che la Sua…

Egli offre la propria vita per te, per noi.

E lo fa in un atto di piena libertà:

la mia vita, nessuno me la toglie… (cfr Gv 10,18)


Il secondo aspetto è che, Gesù non fugge,

quando il gregge è in pericolo, ma se ne prende cura. (cfr Gv 10,12-13)

Gesù, in questo tempo di pandemia, non fugge.

Si fa vicino a chi soffre, a chi muore da solo.

Ispira chi si prende cura dei sofferenti, dei disperati.

Perché le pecore sono sue.

Siamo le sue pecore.

Egli può rendere insensibile la Sua presenza,

affinchè lo cerchiamo,

affinchè ci rendiamo conto del nostro bisogno fondamentale di Lui,

affinchè cresca in noi il desiderio di Lui…

ma non ci abbandona mai!


Il terzo aspetto, Egli conosce le Sue pecore.

Non conosce di noi solo i nomi o i dati anagrafici,

ma ci conosce con la più profonda conoscenza dell’amore.

La sua “conoscenza” di noi è un abbraccio, un'unione a noi,

della stessa profondità del Suo amore per il Padre, e del Padre per Lui. (cfr Gv 10,14-15)

È più un amplesso che un sapere.

Ed essere da Lui “conosciuti” è la guarigione fondamentale del nostro essere,

una continua risurrezione interiore.


Infine, Egli ha la passione per l’unità.

Non ama concedendo dei privilegi per ottenere il nostro affetto.

La sua passione è l’unità del gregge.

Non desisterà finché non ci sarà un solo gregge, unificato dal Suo amore…(cfr Gv 10,16)


Ecco il “Buon Pastore” …

Tra coloro che oggi ci dicono: “Io sono il Buon Pastore”,

chi dà la propria vita per noi?

Chi ci libera dal male prendendolo su di sé?

Chi ci conosce con un amore che ci fa risorgere creature nuove?

Chi ci fa diventare una cosa sola?

Nessuno!

Solo Gesù!

Solo Gesù!

“Non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini,

nel quale è stabilito che noi siamo salvati" (Atti 4,12),

proclama oggi Pietro nella prima lettura!


La pandemia è “l’ora” per noi di seguire Gesù più che mai!

La pandemia suscita tante, ma tante situazioni disumane.

Certo, ci sono alcuni frutti positivi, in particolare per il creato che respira un po’di più,

quando lo sfruttiamo un po’ di meno.

Ma quante sofferenze nelle famiglie, negli ospedali,

nelle case di riposo, nelle baracche dei poveri.

Diventeremo “zona gialla” domani, ma non diventiamo indifferenti!

Chiediamo a Gesù Buon Pastore di guidarci in questo tempo di grande prova.

Abbiamo bisogno della Sua luce!


Il vaccino? Si! Certo!

Ma non a qualunque prezzo.

Niente vaccino che sia consenso all’aborto.

Niente vaccino, se non lo si assicura gratuitamente anche ai paesi poveri.


Ma soprattutto, chiediamo a Gesù Buon Pastore di guidarci

non per salvare ciascuno la propria pelle, ma per amare di più,

per servire di più,

per allontanarci dall’individualismo dominante,

e per appassionarci per la vita, per l’amore, per l’unità, per l’eternità,

lasciando da parte i beni e le strutture che non servono la vita, che non servono il Regno.

Ci sono delle scelte da fare.


Oggi risuona la chiamata di Gesù a lasciare tutto per servire l’Amore!

Ci sono nel mondo di oggi tantissimi semi di Amore e di verità,

ma ci vogliono dei servi dell’Amore, nel sacerdozio e nella vita consacrata,

che si mettano a servizio di questa fecondità divina che germina in tanti cuori.


Certo, la cultura dominante ha scartato Gesù Pietra Angolare, e crollerà, crollerà su di noi,

ma ci sono tante pietre vive che non entrano in questa cultura di morte,

e si schierano, anche senza saperlo, attorno a Gesù Pietra scartata che diverrà Pietra Angolare.


Nel suo bellissimo messaggio per la giornata mondiale delle vocazioni,

Papa Francesco si riferisce alla figura di San Giuseppe e dice, in particolare ai giovani:

“Il Signore desidera plasmare cuori di padri, cuori di madri:

cuori aperti, capaci di grandi slanci, generosi nel donarsi,

compassionevoli nel consolare le angosce e saldi per rafforzare le speranze.

Di questo hanno bisogno il sacerdozio e la vita consacrata, oggi in modo particolare,

in tempi segnati da fragilità e sofferenze dovute anche alla pandemia,

che ha originato incertezze e paure circa il futuro e il senso stesso della vita.”


Sì, vale la pena rinunciare a ricchezze umane anche belle e lodevoli,

per mettere la propria vita a servizio di Gesù Buon Pastore…

Se perdi la vita per Gesù rispondendo alla Sua chiamata,

ci saranno delle anime che grazie a te non si perderanno…

Ci saranno, già quaggiù, delle persone che grazie a te, ritroveranno la vita!


La pandemia è, ne sono personalmente convinto,

una conseguenza indiretta della cultura dello scarto.

Non rispondiamo con la disperazione o l’angoscia,

anche se la situazione è angosciante.

Rispondiamo con la certezza che Gesù è fedele,

che il Buon Pastore ha preso su di sé tutto il male del mondo,

e che, oggi, ci offre la Sua vita.


Perché Egli ha autorità per dare la propria vita,

come ha autorità per riprenderla e attirarci tutti nel Regno dell’Amore. (cfr Gv 10,17)

Siamo tutti destinati al Regno dell’Amore.

I nostri nomi sono già scritti nei cieli.

Il tuo nome nuovo è già scritto nel cuore di Dio.

Ma bisogna dire di sì all’Amore,

dire di sì al perdono,

dire di sì amando, perdonando, servendo la vita e l’unità.


E ci vogliono dei giovani che dicano di sì a perdere tutto,

per essere testimoni della LuceVera, di Gesù nostro Pastore e nostra gioia!

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