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19 giugno 2022 Cresima di Francesco Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel



Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

Gn 14,18-20 – 1 Cor 11,23-26 - Lc 9,11b-17


La migrazione del sacro


Gli apostoli sono appena tornati dalla missione.

Son tornati stanchi,

con tutto il vissuto emotivo e le sfide spirituali di questa prima missione.


Gesù vede il loro bisogno di riposo,

e li porta con sé verso un luogo deserto, in disparte, a riposare.


Ma la folla ha capito.

E quando Gesù e gli apostoli approdano sull'altra sponda del lago,

la folla è già lì che aspetta.

Preso da compassione, Gesù insegna a lungo e guarisce i malati.

E viene la sera.

La sera di una lunga giornata.

Allora, sale nel cuore degli apostoli un grido: “Congedali, mandali via!

Non siamo in grado di prenderci cura di loro.

Noi, piccola Chiesa che germoglia appena,

non siamo capaci di prenderci cura di tutte queste persone.

Liberaci, Gesù, da questo fardello, da questa responsabilità!

Congedali, e così saremo tranquilli e sereni con te”.


La risposta di Gesù è come un fulmine a ciel sereno:

"Voi stessi date loro da mangiare". (Lc 9,13)

Prendetevi cura di queste persone affamate che vi circondano!

Io, Gesù, vi do questo compito…


È tutto il contrario di quello che gli apostoli si aspettavano.

Chiedevano a Gesù di essere il loro rifugio sereno,

e Gesù li chiama ad una missione impossibile!


Come reagiscono gli apostoli?

Non hanno la disponibilità di cuore di Maria,

che, ricevendo l'annuncio di una missione impossibile,

chiede come avverrà, mettendosi subito a disposizione del disegno di Dio.

Quasi si ribellano.

Come sfamare tutta questa gente con cinque pani e due pesci?

Andando a fare la spesa?

Ma ci vorrebbero tanti denari, e un panificio… che però non c'è!

La piccola Chiesa apostolica è in crisi.


Come escono da questa crisi?

Con l’obbedienza alla Parola di Gesù,

Con un'obbedienza, si potrebbe dire, cieca!

Invece di mandar via la folla, per obbedienza, la fanno sedere.

E consegnano a Gesù i cinque pani e i due pesciolini:

tutto quello che avevano per mangiare, quella sera.


È un passaggio crocifiggente per loro.

Hanno rinunciato alle loro idee, ai loro progetti,

hanno dato il poco cibo che avevano per loro,

e non c'è nessuna certezza all'orizzonte.

Eppure obbediscono.

Questa è la fiducia in Gesù!


Proprio allora divengono gli strumenti di uno dei più bei segni della storia.

Spogliati dei propri disegni, dei propri desideri, dei propri mezzi,

servono un dono straordinario.

Per le loro mani passa il pane di Gesù, il pane di Dio,

il pane della vita che dà vita ad una folla esausta. (cfr Gv 6,33.35)

Hanno perso tutto… e sono divenuti servi del banchetto di Dio,

sfamando gioiosamente una folla!


Che bella pagina evangelica!

E, ancora oggi, in centinaia di migliaia di chiese nel mondo, si proclama questa pagina!


Una pagina evangelica bella e così attuale!

A pensarci bene, una Chiesa piccola,

in mezzo ad una folla immensa sulla quale scende il buio,

il buio dell'ateismo,

il buio dell'apostasia, del divorzio da Dio:

non è questa la realtà odierna?


“Signore, congedali!

Signore, lascia che viviamo da cristiani, in pace, tra noi!”

Ecco la preghiera che rischiamo di fare oggi,

dimenticando che siamo in mezzo ad un mondo affamato di senso e di speranza.


A dire il vero, oggi, a differenza delle sponde del lago,

ci sono tante cose, nel mondo, da cui ci si aspetta la “vita”.

E l'attesa diviene “religiosa”.


Io stesso mi rendo conto del rischio di cercare la “vita” nel consumo.

Compro, consumo, e quindi sono vivo!

Il potere d’acquisto è divenuto sacro.

I centri commrciali sono divenuti i grandi santuari delle nostre città.


Mi rendo pure conto del rischio

di aspettarmi tanto dal cellulare, dal tablet, dalla rete, dai social…

Se vengono a mancare, viene il panico.

L’attenzione continua ai messaggi

può prendere in me, in te, il posto della preghiera semplice del cuore.


C’è anche il rischio di cercare vita e verità nei “profeti” – falsi – del nostro tempo.

I falsi profeti, oggi, sono coloro che predicano un’identità sessuale fluida,

coloro che vogliono essere padroni della vita e della morte, al posto di Dio,

coloro che predicano il risentimento, il wokismo,…

E si potrebbe continuare l’elenco.


Il teologo americano William Cavanaugh in un libro intitolato “Idolatria o libertà”

afferma che “nel nostro mondo cosiddetto secolarizzato,

il sacro non è scomparso ma è migrato in ambiti secolari.

Son divenuti idoli la politica, la scienza, l’economia, l’individualismo

da cui ora si attende la salvezza a costo di una schiavitù che non dice il suo nome.”[1]

Com’è vero!


Ricordiamoci che i consumi, la rete, i social … non sono cose cattive in sé,

anzi possono essere vere benedizioni!

Ma divengono una gabbia per me, per te, per l’anima dell'uomo, quando sono sacralizzati.

Perché sembrano rispondere alla nostra fame di vita vera, alla nostra fame di comunione,

e, se ne diventiamo schiavi, al contrario, ci legano, ci chiudono il Cielo,

impedendoci di amare veramente.

Siamo fatti per molto di più di tutto ciò!

Siamo fatti per l’Amore, siamo fatti per il Cielo, siamo fatti per Dio!


Allora, alla piccola Chiesa apostolica che siamo, Gesù dice oggi:

“Date voi stessi loro da mangiare!” (ibid)

Voi, cristiani, non rinchiudetevi in voi stessi e nelle vostre paure!

Guardate agli apostoli che accettarono di perdere le loro idee e i loro mezzi,

e sfamarono una folla immensa…


Vi è oggi un chiaro appello a dare all'umanità del nostro tempo

il vero pane, il pane sostanziale,

il pane che risponde al desiderio più profondo dell'anima dell'uomo,

il Pane di vita, il Pane della salvezza,

il Pane che nutre il vero rapporto con Dio e il vero rapporto con gli altri.

Il Pane che ha sapore d’eternità, che nutre la speranza,

il Pane che suscita la vera comunione.


Questo Pane, lo sappiamo, è Gesù in persona.

E si dona a noi, si consegna a noi attraverso il sacramento dell'Eucaristia,

presenza viva di Gesù “Pane vivo che dà vita al mondo”. (cfr Gv 6,51)


Che felicità, che dono poter ricevere spesso questo Pane,

che è Pane da condividere con l'umanità di oggi,

con tutti gli affamati di senso, di vita,

con i giovani tentati dal suicidio,

con gli anziani che perdono il senso del loro vivere…


Carissimi fratelli e sorelle,

qual è il tuo, il nostro pane di vita?

Non lasciamoci ingannare da ciò che non nutre…

Scegliamo il Pane vero!

Per vivere appieno!

Che Gesù sia IL Pane della tua vita, della nostra vita,

del nostro diventare una cosa sola. (cfr Gv 17,21)


Scegliere Gesù è quello che fai oggi tu, carissimo Francesco,

che tra poco riceverai il sacramento della Cresima.

Tu sei qui, perché hai scoperto che il vero Pane di vita è Gesù!

E vuoi ricevere lo Spirito Santo

perché il tuo rapporto con Gesù sia sempre più vivo,

perché tu divenga un testimone,

testimone di una vita eucaristica,

di una vita trasformata dall’Amore di Gesù!


Questa tua Cresima sia per te, ma anche per tutti noi,

l'inizio di una vita rinnovata,

una vita nutrita da Gesù!

Una vita che faccia risplendere nel mondo

la vera speranza che non delude.

[1] Cf : « Famille Chrétienne » n.2315 – page 3 : dans un livre intitulé idolâtrie ou liberté affirme que dans notre monde dit sécularisé le sacré n'a pas disparu mais il a migré vers des sphères séculières devenant ainsi des idoles la politique la science l'économie l'individualisme desquels on attend désormais le salut au prix d'un asservissement qui ne dit pas son nom

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