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18 dicembre 2022 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel


IV Domenica di Avvento

Is 7,10-14 - Rm 1,1-7 - Mt 1,18-24


Vorrei prenderLo tra le braccia, e danzare di gioia!


Le tre Letture odierne sono come tre voci concordanti

che ci invitano a fare spazio a Colui che viene, a Gesù.


Il Profeta Isaia si rivolge al re empio, Acaz,

invitandolo a non fondare la sua vita sui soli calcoli umani. (cf Is 7,11)

A non essere di coloro che compiono tanti riti religiosi,

ma poi, nel concreto della vita, vivono senza Dio.

Isaia lo invita a fare spazio alla promessa di Dio,

al dono dell’Emmanuele, Dio-con-noi, che trasformerà le vicende del Popolo d’Israele.

(cf Is 7,14)


Nel Vangelo, l’Angelo del Signore invita Giuseppe

a non ritirarsi, a non escludersi degli avvenimenti di grazia

di cui Dio ha l’iniziativa tramite Maria: “Non ritirarti… anzi,

sii tu il primo servo delle sorprese di Dio, delle meraviglie di Dio!”. (cf Mt 1,20-21)


Infine l’Apostolo Paolo invita i cristiani di Roma ad obbedire al Vangelo di Gesù,

così che Gesù divenga il centro della loro vita. (Rm 1,5-6)

È Lui la risposta ad ogni anelito, ad ogni desiderio profondo del cuore dell’uomo.


E tu, e io, che faremo? Chiuderemo il cuore, come il re Acaz?

Oppure ci consegneremo al piano di Dio, come fece Giuseppe?


È vero che, in questi giorni, siamo tanto occupati.

C’è da preparare il Natale.

C’è l’attualità che, giustamente, ci preoccupa.

Ci sono e ci saranno le bollette da pagare.

Ci sono le tante preoccupazioni per la propria salute,

per la famiglia, il lavoro, la comunità…

Allora… che posto ci sarà per Gesù?


La Parola di Dio ci riporta all’essenziale.

Cosa aspetti da Gesù? Qual è la tua attesa?

Bisogna fare come i bambini che scrivono a Babbo Natale per esprimere i propri desideri…


Vi invito a fare un momento di silenzio

per pensare e pregare: “Cosa aspetto da Gesù Bambino per me,

per la mia famiglia, la mia comunità,

per il mondo?

Cosa aspetto da questo Natale?”

Poi vi propongo di condividere almeno un po’ del vostro desiderio

col vostro vicino di panca…


*


Vi condivido la mia attesa…

Vorrei vedere Gesù Bambino!

Vorrei prenderlo tra le braccia, e danzare di gioia!

E, insieme, vorrei portarLo e darLo agli altri.


Lo porterei al Presidente Putin, e metterebbe subito fine alla guerra.


Lo porterei ai terroristi di Boko Haram

che hanno commesso violenze sessuali e aborti forzati su migliaia di donne,

e si metterebbero in ginocchio pentiti e addolorati, desiderosi di cambiare vita.


Lo porterei ai senza tetto, ai migranti in Libia, negli ospedali psichiatrici, …


Lo porterei nelle famiglie, che troverebbero in Lui la via della riconciliazione,


Lo porterei nelle nostre fraternità, che rinuncerebbero alla via dell’accusa

per prendere la via dell’Amore reciproco.


Mi direte: “È po’ romantico! Guarda Erode!

Quando seppe che era nato il Cristo Bambino,

fece di tutto per farLo morire… altro che convertirsi ed inginocchiarsi…!!”


Sì! Ma, Erode non aveva visto Gesù Bambino.

Non aveva visto quella innocenza di prima del peccato

che si trova solo nel Suo sguardo e in quello di Maria.

Non aveva visto l’Amore puro nel volto del Bambino divino…


Allora… proviamo!

Se non andremo dal Presidente Putin, andiamo da chi ci sta vicino, da una persona sola,

da chi è scoraggiato,

e chiediamo a Gesù di darci il Suo sguardo, un po’ della Sua innocenza,

e tanto della Sua misericordia.


Invece di scrivere soltanto: “Buon Natale”,

impegniamoci affinché il Natale di tanti sia “buono”.

Portiamo il sorriso del Dio Bambino.

Portiamo la salvezza del Dio Bambino.

È il più bel regalo che possiamo offrire.

È l’unico regalo che non appassirà mai.


Hai qualche dubbio?

“Pensa a Maria, invoca Maria”, come suggerisce San Bernardo,

nella frase sotto il dipinto di F. Lippi.

Fu Lei la prima a portare Gesù Bambino,

e fece trasalire di gioia una mamma anziana ed un bambino…

Con Lei, farai anche tu trasalire di gioia gli altri!



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