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17 dicembre 2023 Badia Fiorentina Fr. Charles-Marie



III Domenica di Avvento B - Gaudete

Is 61,1-2.10-11 ; 1Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28


Incontrare Gesù...

Per Giovanni Battista questo è l'unico scopo,

l'unica ragione e l'unico senso dell'intera sua vita.

Giovanni Battista ha ricevuto l'enorme responsabilità di riconoscere il Messia.

Tocca a lui riconoscere Gesù e rivelarlo agli occhi del popolo.

Giovanni deve incontrare Gesù,

affinché tutto il popolo possa incontrarlo a sua volta.

Così, Giovanni sarà il testimone, il primo a riconoscere il volto del Messia

che tante generazioni avevano sperato.

Per questo Giovanni Battista si chiama Voce, voce che rivela Gesù,

Voce che annuncia la presenza di Dio in mezzo all'umanità.


Però si tratta di una Voce che grida nel deserto...

Perché nel deserto ? Che strano!

Non è forse nelle piazze che conviene gridare la buona notizia?

Non è forse in mezzo a Gerusalemme

che bisogna annunciare la venuta del Re Messia? No.

Giovanni va presto nel deserto, ancora fanciullo...

Sarà Voce e grido, ma nel deserto... Perché?

Magari perché prima di diventare Voce,

Giovanni doveva diventare, nel silenzio del deserto, puro ascolto.

Puro ascolto di Dio, e puro sguardo rivolto a Dio,

sguardo totalmente liberato da sé stesso,

sguardo liberato da ogni ripiegamento su di sé...

Questa purezza dello sguardo si chiama umiltà,

stupenda umiltà dell'uomo che non guarda più a sé stesso,

che non si preoccupa della sua identità, del suo personaggio.

Vediamo chiaramente questa libertà interiore,

quando Giovanni nega di essere il tale o tal altro profeta.

E' solo Voce del Signore: la voce non esiste per sé stessa,

esiste solo nel soffio di Dio.

Ecco l'umiltà vera: capire che esistiamo solo grazie a Dio, nel suo Soffio.

Quindi, prima di annunciare il Messia,

Giovanni doveva prepararsi nel silenzio e nel deserto.

Prima di diventare Voce, doveva essere tutto ascolto.

È lui infatti l'orecchio d'Israele

capace di percepire i passi del Signore che si avvicina,

è lui anche lo sguardo d'Israele in grado di riconoscere il volto del Messia.


Allora il deserto diviene per tutti il luogo dell'appuntamento con Dio.

In mezzo al deserto Giovanni attrae le folle

di quanti desiderano la venuta del Messia.

Fra loro, Giovanni sa che ci sarà, un giorno, il Messia stesso.

Possiamo immaginare come Giovanni scruti questa folla,

ogni volto che si avvicina, nell'attesa di trovare il Cristo,

Volto unico ancora nascosto fra la moltitudine.

Quale passione c'è in questo sguardo del profeta,

chiamato a discernere il passaggio di Dio

nell'anonimato della folla umana!


Anche noi, sulla scia di Giovanni Battista,

crediamo di essere creati per incontrare Gesù.

Crediamo di aver ricevuto la vocazione di riconoscerlo nel nostro quotidiano,

crediamo di aver ricevuto uno sguardo profetico

che ci mette in grado di percepire la presenza di Gesù.

Quando Giovanni Battista, infine, incontra Gesù,

lo trova nella folla, allora la sua gioia trabocca.

Nel silenzio del deserto e nell'attesa, ha scavato dentro di sé

un pozzo profondo d'umilta e di desiderio.

Ormai da questo pozzo zampilla una gioia limpida.

Che Dio doni a tutti noi

di scavare il nostro pozzo interiore nella preghiera

e il desiderio vivo d'incontrare Gesù.

Allora daremo spazio alla vera gioia!














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