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13 giugno 2023 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel



Martedì della X settimana del T.O.

2 Cor 1,18-22 – Mt 5,13-16


Quanto è saporosa la vita vissuta con Gesù…


Il miglior piatto di carne o di pesce senza sale rimane insipido.

Così la vita quaggiù.

Possiamo avere tutte le ricchezze del mondo, intellettuali, materiali …

ma se, nel profondo dell’anima, manca il sale, la vita rimane insipida.

Basti pensare al suicidio di non pochi giovani nelle migliori università.


Ora, oggi, risuona la parola così sorprendente di Gesù:

“Voi siete il sale della terra”. (Mt 5,13).


Se Gesù avesse affermato: “Io sono il sale della terra”, capiremmo meglio.

Ma noi, sale della terra? Sì!

Come lo possiamo diventare?

Perché, naturalmente, siamo piuttosto una mescolanza di sale e di terra,

e una mescolanza così non dà sapore alla vita quaggiù, anzi!


Andiamo alla prima lettura.

Paolo scrive alla comunità di Corinto,

una comunità contrariata – adirata? – per il fatto che Paolo

ha rinunciato a farle visita, com'era previsto.


Si chiede come mai Paolo abbia rinunciato al suo progetto.

La cosa sembra indicare che le sue scelte non sono ispirate da Dio.

Ascolta Dio, ma ascolta anche se stesso.

non si è dimenticato di se stesso!

Talvolta si ricorda di Dio,

ma tiene anche tanto a sé, ai suoi calcoli umani…


Risponde Paolo:

“In questo progetto mi sono forse comportato con leggerezza?

O quello che decido, lo decido secondo calcoli umani,

in modo che vi sia, da parte mia, il "sì, sì" e il "no, no"?

Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è "sì" e "no".” (2 Co 1,17-18)


Poi Paolo spiega il perché del suo cambiamento di programma,

legato ai problemi della stessa comunità di Corinto…(cfr. 2 Cor 1,23 ss.)


Il modo di fare di Paolo non era "sì" e "no" a Dio.

Ma solo “sì”.

Paolo non si è dimenticato di Dio.

Ecco quello che farà di noi il sale della terra.


Siamo sale della terra quando le nostre scelte sono ispirate dal ricordo di Dio,

dal ricordo di Gesù, del Vangelo, della Croce.

La mescolanza di sale e di terra diviene sale quando, a poco a poco,

non è più il nostro benessere, la nostra fama, il nostro potere a guidarci,

ma il ricordo dell’Amore del Signore per noi.


Allora diamo sapore alla vita degli altri.

Pensiamoci: possiamo rendere saporosa la vita di tanti.

Possiamo far scoprire a tanti un sapore della vita che non conoscono.

Quanto è saporosa la vita vissuta con Gesù…



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