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11 giugno 2023 Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel



Solennità del Santissimo Corpo e Sangue del Signore

Dt 8,2..16a - 1Cor 10,16-17 – Gv 6,51-58


Bioviventi e Zoeviventi!


“Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio,

ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto…” (Dt 8,2)


“Guardati bene dal dimenticare il Signore, tuo Dio…” (Dt 8,11)


Ricordati… Non dimenticare….

Questo l’appello, il grido del Signore rivolto al Popolo d’Israele

che sta per entrare nella Terra della Promessa.


Questo appello viene rivolto anche a noi oggi!

Non dimenticare il tuo esodo!

Non dimentichiamo come siamo stati liberati dal peccato e dalla morte.

Non dimentichiamo chi ci ha liberati dal peccato e dalla morte.

Anzi, non dimentichiamo Gesù che ci ha liberati

e che oggi è in noi, sta in mezzo a noi, per donarci la vita!


Ma di che vita parliamo?

Ben nove volte il Vangelo odierno parla di vita!


Bisogna riconoscere che le nostre lingue latine sono a volte povere.

Nel greco, ci sono due parole per dire “vita”:

bios e zoe.

Nella letteratura greca sono usate in diversi modi.

Oggi parliamo di “mangiare bio”, e di “zoologia”, la scienza del vivente.


Nel Nuovo Testamento, il più delle volte, anche se non in modo sistematico,

vi è una grande differenza di significato tra bios e zoe.


Bios è la vita naturale, che per noi è vita fisica e psichica, finché uno non muore.

Essa giunge a termine con l’elettroencefalogramma piatto.

Per estensione, la stessa parola bios

si usa per tutte le cose di cui abbiamo bisogno per vivere.


Il termine zoe invece viene usato per quella vitalità umana

che proviene da Dio come un dono dall’alto,

e che non si spegne mai.

Non finisce con la morte cerebrale.

È vita eterna.


Capite allora che si può essere bio-viventi,

avere tanti beni, tanto “bios”, ma non essere zoe-viventi.


Possiamo allora porci la domanda:

“Sono bio-vivente?”. Sì, certo!

“Sono zoe-vivente?”

La vita divina, la vita di Dio… è in me?

C’è in me questa vitalità divina che non muore?


Vorrei leggervi qualche riga di C.S. Lewis, scrittore,

saggista e teologo anglicano, britannico, morto nel 1963.

Egli scrive:


“In realtà, la differenza tra vita biologica e vita spirituale

è così importante che darò loro due nomi distinti.


La vita biologica che ci arriva attraverso la natura

e che (come ogni altra cosa in natura)

tende sempre a degradarsi e decadere,

in modo tale che può essere mantenuta in piedi solo

con incessanti sussidi dalla natura sotto forma di aria, acqua, cibo, ecc. è Bios.


La vita spirituale che è in Dio da tutta l'eternità

e che fece l'intero universo naturale è Zoe.


Bios ha, sicuramente, una certa somiglianza oscura o simbolica con Zoe:

ma solo il tipo di somiglianza che c'è tra una foto e un luogo,

o una statua e un uomo.


Un uomo che è passato dall'avere Bios ad avere Zoe

avrebbe subito un cambiamento tanto grande quanto una statua

che è passata dall'essere una pietra scolpita all'essere un vero uomo.


Ed è proprio di questo che si occupa il Cristianesimo.


Questo mondo è la bottega di un grande scultore.

Noi siamo le statue e gira voce che alcuni di noi, un giorno, diventeranno vivi.”[1]


L’immagine è molto suggestiva:

da statue, diventare vivi!

Una statua può essere bellissima, ricca di ornamenti preziosissimi…

Ma non è viva! Non si muove. Non ama.

Come una persona può essere molto ricca da tutti i punti di vista, ma non viva.

Come una statua…


Ma chi ci renderà vivi?


Il capitolo sesto del Vangelo di Giovanni

è tutto centrato su questo:

Gesù è Colui che ci rende vivi!


Diventare zoe-vivente significa partecipare alla vita di Gesù, Figlio di Dio.

Fino a poter dire: “Non sono più io che vivo:

Cristo vive in me.” (cfr Gal 2,20)

Cristo vive in me la Sua vita di amore, di donazione di sé…


Mettiamoci nei panni di Gesù.

Come farci capire questo?

Come farci capire che solo accogliendo in noi la Sua vita diventiamo vivi?

La realtà umana che lo esprime al meglio è il mangiare.

Bisogna mangiare Gesù per vivere.

Non basta pensare a Gesù con affetto,

non basta avere tanta stima di Gesù,

bisogna che la Sua vita entri in noi.


L’abbiamo sentito nella seconda lettura:

“E il pane che noi spezziamo,

non è forse comunione con il corpo di Cristo?” (1 Cor 10,16)

Comunione viene da “koinonia”,

cioè essere compagni che mettono tutto in comune.

Quindi, Gesù ed io, Gesù e noi, mettiamo tutto in comune.

E la Sua vita diventa la nostra…


Allora si capisce che Gesù è il Pane della Vita (Zoe), il Pane vivo.


E l’amore di Gesù per noi è tale

che ha chiesto al Padre di potersi donare a noi

in modo molto concreto, attraverso del pane di grano e del vino fatto con l’uva.

Egli attira a Sé il pane ed il grano,

e diventano il Suo Corpo e il Suo Sangue.

Così che Egli viene a vivere la Sua vita d’amore in noi,

e noi viviamo in Lui.

Non è un simbolo, non è una rappresentazione sacra molto ben fatta…

È realtà!


Questo, fratelli e sorelle, ci spinge ad avere

una grande gratitudine e un sentimento profondo di adorazione

davanti al Mistero, cioè al Sacramento dell’Eucarestia.


Chiediamo perdono a Gesù per la nostra poca gratitudine ed adorazione…

Confessiamolo nel sacramento della Riconciliazione.

Scegliamo di vivere e di diffondere gratitudine ed adorazione

nei confronti di Gesù Eucarestia.


”Come il Padre, che ha la vita (zoe),

ha mandato me e io vivo per il Padre”, io ricevo la vita dal Padre,

“così anche colui che mangia me vivrà per me”,

colui che mangia me riceverà da me la vita eterna. (cfr. Gv 6,57)


[1] “In reality, the difference between Biological life and Spiritual life is so important that I am going to give them two distinct names. The Biological sort which come to us through Nature, and which (like everything else in Nature) is always tending to run down and decay so that it can only be kept up by incessant subsidies from Nature in the form of air, water, food, etc. is Bios. The Spiritual life which is in God from all eternity, and which made the whole natural universe is Zoe. Bios has, to be sure, a certain shadowy or symbolic resemblance to Zoe: but only the sort of resemblance there is between a photo and a place, or statue and a man. A man who changed from having Bios to having Zoe would have gone through as big a change as a statue which changed from being a carved stone to being a real man. And that is precisely what Christianity is about. This world is a great sculptor’s shop. We are the statues and there is a rumor going around that some of us are some day going to come to life (p. 159).” Mere Christianity by C.S. Lewis


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