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1° maggio 2021 - Badia Fiorentina Fr. Antoine-Emmanuel


San Giuseppe Lavoratore

Col 3,14..24 - Mt 13,54-58


Si dice che il grido che più piaceva al re Baldovino, quando passava per le strade di Bruxelles,

non fosse “Viva il re!”, bensì “Viva la regina!”

In questo spirito, oggi, festa di San Giuseppe, vi parlerò di Maria!

Perché oggi inizia il mese mariano.


Vi ricordate della preghiera di Papa Francesco sul sagrato di San Pietro

l’anno scorso, sotto una pioggia battente?

Oggi, di nuovo, Papa Francesco ci chiama a pregare insieme.

Ma non per un’ora, per un mese:

una “maratona” di trenta giorni di preghiera di tutta la Chiesa cattolica, sparsa nel mondo.


Come Papa Francesco e i suoi collaboratori hanno impostato

questa intercessione che durerà un mese?


Prima di tutto, Papa Francesco ha messo a fondamento di questa preghiera

due brani della Scrittura.


Il primo è il capitolo 12 degli Atti degli apostoli.

Il contesto è quello di una crisi, di una grave minaccia che incombe sulla comunità cristiana.

Erode ha appena fatto sgozzare Giacomo, fratello di Giovanni.

Come fa Daesh.

E ha appena fatto arrestare Pietro.

Siamo a pochi giorni dalla Pasqua,

e l’intenzione di Erode è di far sgozzare pure Pietro, dopo la Pasqua.

Come reagisce la comunità?

“Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere,

dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui.” (Atti 12,5)

La comunità prega “incessantemente”.

San Luca ci precisa, poi, che molti erano riuniti e pregavano

nella casa di Maria, madre di Giovanni, detto Marco.

Nelle case si pregava.

Tutti pregavano.

E quale frutto ebbe quella preghiera?

La liberazione di Pietro, che poté lasciare Gerusalemme per andare in missione.

Inoltre Erode fu come fulminato, nel momento in cui pretendeva di essere Dio,

e, soprattutto, “La parola di Dio cresceva e si diffondeva”. (At 12,24)


Ci fu quindi una preghiera comune, concreta ed incessante,

il cui frutto oltrepassò le attese della comunità,

perché Dio non risolve le crisi per “rattoppo” bensì per sovrabbondanza.


L’altro brano è tratto dal Vangelo di Luca,

e verrà letto ogni mattina nel Santuario che avrà ricevuto il testimone

e guiderà la preghiera,

come oggi Nostra Signora di Walsingham in Inghilterra,

e domani il Santuario di Jesus the Saviour and Mother Mary in Nigeria e così via.

Si tratta della parabola del giudice corrotto e della vedova.

Il contesto è l’insegnamento di Gesù sulla fine dei tempi,

con la domanda finale di Gesù:

“Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?". (Lc 18,8)

E, qui, si tratta di una fede molto concreta,

una fede che si traduce in una preghiera costante.

Se “un giudice che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno” (Lc 18,2),

per stare in pace, alla fine, fa giustizia ad una vedova che è totalmente sola e abbondonata,

a maggior ragione, Dio farà giustizia ai suoi eletti,

che gridano giorno e notte verso di lui.

Li farà forse aspettare a lungo?

No! Vi dico che farà loro giustizia prontamente. (cfr Lc 18, 7-8)


Che cosa trasformerà veramente la vita del nostro mondo?

La preghiera!

Se viene meno la fede, se viene meno la preghiera,

l’umanità assomiglia ad una vedova sola e abbandonata che muore di fame…

È quindi un invito a pregare “gridando giorno e notte verso il Signore”.


Oltre a queste due icone bibliche, Papa Francesco ha fatto una scelta precisa e determinata:

affidare questa intercessione alla Madonna.

Il mese scelto è il mese di Maria.

I trenta santuari sono santuari mariani.

L’accensione della lampada ogni mattina è dinanzi all’immagine della Madonna.

La preghiera suggerita è mariana, con il Rosario, il Sub tuum praesidium,

e così via…


Papa Francesco ci invita quindi ad un atto di fede.

A riconoscere quanto la preghiera giunga alla sua massima fecondità

per le mani di Maria, per il cuore di Maria.


Non è una devozione.

È una verità teologica.


Così si pregherà ogni sera:


“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.

Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che avvolgono il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.

O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’anima. Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le conseguenze sull’economia e sul lavoro.

Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Gesù, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia.

Proteggi i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari che in questo periodo di emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite. Accompagna la loro fatica e dona loro forza, bontà e salute.

Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati, ai sacerdoti e alle persone consacrate che, con sollecitudine pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti.

Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere la malattia.”


La terza scelta del Papa è di coinvolgere trenta santuari nel mondo,

usando i mezzi di comunicazione moderni,

così che da ogni angolo del pianeta

possiamo unirci alla preghiera di un Santuario

come Loreto, Lourdes, Fatima, ND du Cap, ecc…


Entrerà così sulla scena la diversità

delle culture, delle sensibilità, delle nazioni.

Un unico amore per la Madonna,

un’unica fiducia nel Cuore di Maria,

ma nella diversità di un'immensa famiglia,

in cui ogni figlio si relaziona con la mamma in un modo unico.


Infine, ciascun giorno avrà la sua intenzione di preghiera.

Oggi preghiamo per i defunti,

per tutte le vittime della pandemia.

È il primo passo.

Giustamente, perché spetta a noi pregare per i defunti,

in particolare per chi è morto senza nessun conforto né umano né spirituale.

Ma è una preghiera con effetto boomerang,

che ci farà un immenso bene,

perché le anime del Purgatorio quando giungono al Paradiso

divengono per noi, quaggiù, degli alleati formidabili,

con la loro preghiera bruciante di amore.


Domani si pregherà per coloro che non hanno potuto salutare i propri cari,

Lunedì per i contagiati e i malati,

e così via…


E la conclusione avverrà nel giardino del Vaticano, il 31 maggio,

e sarà la sintesi di tutta la preghiera del mese

per la fine della pandemia e la ripresa della vita sociale e lavorativa.


Carissimi, spetta a noi essere inventivi

per unirci, ogni giorno, a questa preghiera mariana.

Perché, effettivamente, dalla Chiesa salga incessantemente a Dio una preghiera

Ed io vi dico che Dio ci farà giustizia prontamente.


San Giuseppe, accompagnaci,

insegnaci a riconoscere la bellezza del volto della Tua Sposa,

la fecondità divina del Suo Cuore.


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