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18 maggio 2024 Badia, Firenze Fr Antoine-Emmanuel

Aggiornamento: 20 mag



Veglia di Pentecoste

 Gv 7,37-39


Là dove giungerà il torrente tutto rivivrà


Per accogliere tutta la ricchezza di questa pagina evangelica,

bisogna partire dal Tempio di Gerusalemme,

e ricordare l’immensa importanza che esso aveva nella fede d’Israele.

Era il Luogo Santo per eccellenza, il Luogo della Presenza e della Memoria,

il Luogo del Sacrificio.

Era essenziale per tutti i credenti, fossero della Palestina o della diaspora.

Era molto, molto più significativo della Basilica di San Pietro per i cattolici.

E con un significato del tutto diverso.

Non c’era nessun altro luogo sulla terra dove si incontrasse Dio

come Lo si incontrava a Gerusalemme.


Ora, diversi profeti riferiscono la visione di una sorgente proprio lì.

Zaccaria annuncia il Giorno in cui “acque vive sgorgheranno da Gerusalemme

e scenderanno parte verso il mare orientale, parte verso il mare occidentale.” (Zc 14,8)

Gioele profetizza che “una fonte zampillerà dalla casa del Signore.” (Gl 4,18)

Vi è pure la splendida visione profetica di Ezechiele che vede

che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente (…)

Quell'acqua scendeva sotto il lato destro del tempio”.

Quell’acqua che zampilla dall’altare diviene man mano

un fiume sempre più abbondante,

con una grandissima quantità di alberi da una parte e dall'altra.

Sfociato nel mare Morto, ne risana le acque.

Anzi “là dove giungerà il torrente tutto rivivrà.”. (cfr Ez 47,1-12)


Questo il sottofondo delle parole di Gesù nel Tempio, ora ascoltate:

"Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me.” (Gv 7,37-38)

Gesù vuole dire che la visione dei profeti si sta realizzando.

Chi è l’Altare da cui zampilla l’acqua viva?

È Gesù! È Gesù nella Sua Pasqua.

Ricordate: “Uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco,

e subito ne uscì sangue e acqua.” (Gv 19,34)

L’Altare non è più di pietre, il Sacrificio non è più di animali…

Il Sacrificio d’Amore è la morte di Gesù sulla Croce,

Sacrificio, dono di sé, sofferenza redentiva…

che fa zampillare una sorgente nuova per il mondo.


E il Tempio? Com’è il Tempio nuovo?

Non è fatto di pietre. Siamo noi!

Siamo noi che riceviamo il Fiume dal Cuore aperto di Gesù,

e che diventiamo noi stessi sorgenti!

Gesù l’ha detto con chiarezza: “Chi crede in me, come dice la Scrittura:

Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva". (Gv 7,38)


Perché cresce l’ampiezza del fiume?

Perché cresce il numero dei credenti!

All’acqua della Sorgente-Gesù, si aggiunge l’acqua della sorgente-Pietro,

della sorgente-Paolo, della sorgente-Maria di Magdala, della sorgente-Maria-Paola,

della sorgente-Annelies,…


Perché noi stessi diventiamo sorgenti!

È in questo modo che il mondo viene irrigato, che l’Amore nuovo entra nel mondo.


Conta ogni sorgente!

Conta ogni piccolo altare… il piccolo altare della nostra vita,

cioè il Sacrificio d’Amore che la nostra vita diviene.


Perché il mondo di oggi impazzisce?

Perché la violenza si diffonde, anche in Europa?

Perché cresce l’angoscia nel nostro mondo occidentale?

Perché viene a mancare l’Acqua della vita,

Perché viene a mancare l’Amore nuovo che redime il mondo.


Il mondo ha bisogno di un Tempio…

Ha bisogno del Vero Tempio che è il Corpo di Cristo,

Ha bisogno che tanti uomini e donne

uniscano la loro volontà alla volontà di Gesù,

le loro fatiche alle fatiche di Gesù,

la loro sofferenza alla sofferenza di Gesù,

per diventare altrettante sorgenti che ricevendo l’Acqua della vita, l’offrano al mondo.


Ma cos’è quest’Acqua?

Giovanni nel Vangelo di questa notte ci risponde:

Questo Gesù disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui:

infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato.”

(Gv 7,39)


Il grande Dono che riceviamo e che diamo al mondo

è l’Amore divino, lo Spirito Santo.

Lo riceviamo per amare, lo riceviamo per donarci,

per essere finalmente capaci di amare in modo giusto, casto, generoso, gratuito.

Lo riceviamo di nuovo questa notte per il mondo.

Per innaffiare il nostro mondo, le nostre famiglie, le strade e le piazze,

e ogni luogo del nostro quotidiano.

Ricordiamoci: “Là dove giungerà il torrente tutto rivivrà.” (Ez 47,9)











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